«Stefano era buono, un uomo splendido»
Campegine: il ricordo di Bonazzi, morto durante un’escursione sul Monte Cipolla. L’attesa per poter fissare i funerali
CAMPEGINE. «Stefano era una persona splendida, buona, sempre disponibile con tutti. Quello che è successo è una disgrazia enorme».
Sono univoci, nel ricordo di una persona profondamente buona e nel dolore per avere perso un amico prezioso in un modo così inspiegabile, i commenti di chi conosceva Stefano Bonazzi, l’escursionista vittima di una tragica fatalità, alle 13,40 di domenica, mentre, con altri amici esperti alpinisti, stava discendendo il Monte Cipolla. Di Bonazzi tutti, dagli amici del Cai, alla parrocchia di San Pietro Apostolo di Campegine, ai colleghi di lavoro e amici di famiglia, hanno un ricordo bellissimo.
Bonazzi era agente di commercio per il Consorzio Agrario. Con l’unificazione delle sedi di Poviglio, Praticello e Castelnovo Sotto, aveva proseguito l’attività da sei anni nella nuova sede di Gattatico, con Uber Soliani, già suo amico e collega. «Per me era una persona cara, anche prima della nostra esperienza lavorativa come soci – dice Soliani – Conoscevo il padre e conosco la mamma Rosanna. Stefano amava la montagna, era una persona esperta. Andava in passeggiata con la moglie, Enrica anche lei appassionata. Quanto è successo è una disgrazia enorme». E ancora: «Era una persona buona come il pane, disponibile e attivo anche in parrocchia. Non l’ho mai visto arrabbiato. E di questi tempi non è poco. Aveva un rapporto meraviglioso con i suoi figli. Per tutta questa mattina tanti clienti, ma non solo, sono venuti in sede a chiedere di lui, ad abbracciarci...».
In parrocchia, a San Pietro Apostolo, da domenica è scesa una cappa di profondo dolore. Ci si raccoglie in preghiera e si attende di poter dare un saluto a Stefano, non appena il magistrato darà il nulla osta per i funerali. Nel frattempo ci si stringe alla famiglia, alla moglie Enrica Gilioli e ai tre figli. «Stefano era una persona molto buona – racconta il parroco don Paolo Bizzocchi – Sempre presente, disponibile. Il dolore è molto grande. È stata una terribile fatalità. Stefano era preparatissimo, non correva mai rischi. Ieri (domenica, ndr) è caduto, purtroppo, nel punto sbagliato».
Il sacerdote ricorda l’impegno di Bonazzi nel volontariato, da quando aveva 19 anni, tra le fila della Croce Bianca di Sant’Ilario, Gattatico e Campegine. «Una grande persona», lo ricordano in molti. La presidente Barbara Bigi fa subito presente come fosse un membro storico dell’associazione: «Era con noi dal 1990. Trent’anni quest’anno...». E i suoi ricordi continuano a parlare di una persona profondamente altruista, umile e generosa. «Era di quelli sempre presenti, qualsiasi turno gli si proponesse – parla la Bigi – Di quelli che non hanno pretese per sé, ma sono sempre disponibili verso gli altri. Non si negava a nessuno, giovani o meno giovani. Aveva una parola per tutti, una battuta di sollievo per tutti. Partecipava attivamente anche ai nostri progetti di educazione nelle scuole. Con le nuove leve poi aveva una grande capacità di infondere fiducia. Dall’alto della sua esperienza sapeva lasciare il giusto spazio agli altri».
E di nuovo il pensiero corre ai tre figli e alla moglie, raggiunta domenica dalle drammatiche notizie che già si rincorrevano sui media del fatale incidente, prima ancora che dalla mesta telefonata dei carabinieri, che le chiedevano di raggiungere Castelnovo Monti.
Ha fatto la spola, sia domenica che ieri, Enrica Gilioli. Tra le prime terribili formalità c’è stato il riconoscimento della salma, avvenuto all’obitorio di Castelnovo Monti. Poi è iniziata la straziante attesa, del momento in cui poter fissare il funerale. —
M.F.
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