Gazzetta di Reggio

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Ritorna l’iniziativa di Istoreco 

Viaggio della Memoria i primi sette pullman partiti ieri sera per Berlino

Adriano Arati
Viaggio della Memoria i primi sette pullman partiti ieri sera per Berlino

È questa la meta scelta  quest’anno: ogni gruppo visiterà prima di tutto i campi di concentramento di Sachsenhausen e Ravensbrück

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Si torna a Berlino. Ieri sera i primi sette pullman del Viaggio della Memoria di Istoreco sono partiti verso la capitale tedesca con oltre trecento ragazze delle scuole superiori della provincia reggiana. Nelle prossime due settimane si replicherà, per oltre mille persone coinvolte complessivamente. In questo 2020 la meta scelta è una delle più classiche, Berlino, capitale della Germania del Terzo Reich così come oggi della Germania riunita dopo la caduta del Muro, altro prodotto diretto della seconda guerra mondiale. La bellissima metropoli tedesca sarà la base delle attività delle varie classi.

Ogni gruppo visiterà uno dei due campi di prigionia della zona berlinese, Sachsenhausen e Ravensbrück. Vi saranno poi tappe legate all’Italia come il campo di lavoro di Schöneweide, luogo in cui passarono tantissimi Imi, i soldati catturati dai tedeschi sui vari fronti in cui erano alleati sino al 1943, mandati in Germania per essere sfruttati come schiavi. E vi è pure lo Stadio Olimpico, realizzato per le Olimpiadi del 1936, quelle dei trionfi di Jessie Owens, più recentemente teatro della vittoria mondiale della Nazionale di calcio nel 2006. Per quattro giorni, gli studenti procederanno a gruppi ristretti, così da poter effettuare visite efficaci, tutte con guide in lingua italiana, prima di ritrovarsi alla classica commemorazione conclusiva, nel 2020 programmata a Karlshorst, nella zona est della città, nel palazzo in cui l’8 maggio 1945 il feldmaresciallo Wilhelm Keitel firmò la resa incondizionata davanti ai rappresentanti di Urss, Usa, Gran Bretagna e Francia. Karlshorst porta con sé un forte valore simbolico, ovviamente, e proprio per questo è stato scelto da Istoreco.

Il tema centrale del viaggio sono i diritti umani, persi e riconquistati, e ogni percorso di riappropriazione dei diritti umani non può che partire dalla sconfitta definitiva del nazismo, che quei valori aveva azzerato. Al Viaggio vero e proprio, studenti e insegnanti sono arrivati dopo un percorso preparatorio partito già in autunno, diviso fra approfondimenti storici, laboratori con le pietre d’inciampo e incontri dedicati appunto aai diritti umani e alla loro negazione; si passa dalle leggi razziali anti-ebraiche, promulgate in Germania nel 1935 e in Italia nel 1938, sino al 1948 in cui diventa realtà la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Di questo si è parlato nella mostra in sinagoga promossa assieme a Mondinsieme e Amnesty così come nel momento più atteso, la testimonianza di Ernst Grube, ebreo tedesco imprigionato a Terezin che il 24 gennaio ha raccontato la sua storia davanti ai mille viaggiatori, al teatro Valli. —



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