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Dal castagneto di Marola alle buone pratiche nei campi

El.Pe.
Dal castagneto di Marola alle buone pratiche nei campi

Illustrati alcuni dei progetti che coinvolgono il Reggiano. Tutti sono finalizzati alla valorizzazione del Crinale dal punto di vista ambientale

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carpineti. Tra i protagonisti dei 70 progetti della Riserva Mab Unesco c’è anche il Comune di Carpineti. Ieri, durante la conferenza stampa che si è tenuta nel palazzo della Provincia, si è parlato del progetto, in realizzazione, che riguarda il castagneto di Marola.

La storia racconta che Matilde a Marola incrementò lo sviluppo della castanicoltura con un sistema particolare dicoltivazione, detto “sesto matildico”. Per valorizzare l’unicità storica e paesaggistica del luogo si è costituita nel 2017 l’associazione “Amici del castagneto matildico di Marola” con l’obiettivo di recuperare l’intera area boschiva che circonda il seminario di oltre 50 ettari, da decenni non più curata. Attraverso il metodo della progettazione partecipata, che ha coinvolto circa quindici persone, si è dato vita ad un progetto di sistemazione che prevede il recupero del bosco e del castagneto, e contestualmente la promozione e la valorizzazione di molte altre attività che investono aspetti di natura didattica, storica, artistica, musicale, letteraria, teatrale, scientifica, in un’ottica di “presa in carico” multidisciplinare dell’intera area. «Ora iniziano i lavori di potatura. Per ultimare il progetto serviranno 8-10 anni. Si dice che ci siano 11 tipi di castagne – ha raccontato il sindaco Tiziano Borghi – ma solo i più anziani ormai li sanno riconoscere».

Coinvolge il Comune di Carpineti anche la realizzazione della “Via Matildica del Volto Santo”. L’itinerario storico e religioso tra Mantova e Lucca ha ottenuto il riconoscimento ufficiale nell’Atlante nazionale dei percorsi storico–religiosi del ministero dei Beni e delle attività culturali. «La cosa caratteristiche è i paesaggi sono rimasti pressoché immutati, e questo lo si deve al tipo di agricoltura. L’obiettivo è quello di intercettare i turisti. Si dice che a Mantova ogni anno arrivano circa 600mila ciclisti, se ne riuscissimo a intercettare anche solo un 10% non sapremmo davvero dove metterli. Ce ne basterebbe anche un 1%», scherza Borghi.

È protagonista di uno dei progetti della Riserva Mab Unesco, assieme ad altri enti, anche il Consorzio dell’Emilia Centrale. Si tratta di “Life Agricolture” che coinvolte 15 aziende agricole e sperimenta le buone pratiche, eco-sostenibili, in agricoltura. «Tutte hanno a che fare con il latte, siano bovini, ovini e caprini. L’obiettivo è misurare gli effetti benefici delle buone pratiche, ai fini della tenuta dei terreni e della lotta contro il dissesto idro-geologico. L’obiettivo finale è molto ambizioso ed è quello di contrastare lo spopolamento. Per noi gli agricoltori sono le vere sentinelle del territorio» spiega Domenico Turazza, diretto generale del Consorzio stesso. Un progetto, sottolinea ancora una volta, che parte da quella che è la caratteristica del nostro Appennino: cioè, essere estremamente franoso. «Vogliamo studiare il ruolo dell’agricoltura condotta secondo le buone pratiche e che ruolo può avere rispetto al problema del dissesto» conclude. —

El.Pe.

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