«Il bocciodromo di Vologno ha bisogno di aiuto»
Castelnovo Monti. È notoriamente un elettore di centrodestra, ma in veste di componente della Commissione comunale fragilità e disabilità, ha pensato di scrivere al confermato presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, per chiedere un intervento sul bocciodromo realizzato a Vologno.
Si tratta di Umberto Gianferrari, che ha voluto intervenire scrivendo alla Regione in quanto ritiene questa struttura un presidio sociale molto importante per la frazione alle pendici della Pietra di Bismantova, «anche a seguito del forte interessamento manifestato da Bonaccini per la tenuta dei territori montani».
«A Vologno – scrive Gianferrari – vengono nonni, con figli e nipoti, affollando il campo per le bocce specialmente in estate: grazie alla parrocchia con l’aiuto di tanti residenti abbiamo fatto quattro campi, dove c’era un vecchio “Gioco da bocce” già il secolo scorso. E gli anziani che oggi vengono a trovarci, ci raccontano di quando erano bambini e di certi mitici e antichi giocatori. Anche questo, è salvaguardare le nostre radici. Non c’è in loco che io sappia, altro punto di aggregazione, nelle frazioni limitrofe di Carnola, Bondolo, Ginepreto, Vologno, Ca’ del Buco, Maro, Casale e Campolungo». Conclude Gianferrari: «Ecco perché proprio a Vologno una cinquantina di amici, dopo aver chiesto il permesso della parrocchia e aver messo mano al proprio portafogli, ha comprato e montato una tendostruttura al fine di potersi riparare e giocare, anche in condizioni meteo avverse, neve in inverno, pioggia e vento d’estate. In seguito per proteggerci dal freddo, mettemmo del polistirolo in alto e perline di legno alle fiancate, così da trattenere un po’ il calore».
«Un brutto giorno però, a seguito di un esposto abbiamo dovuto provvedere alla demolizione. Gli appassionati nostri compagni della polisportiva Modena Est, dicevano, presidente Bonaccini, che a loro parere la Regione è stata molto attenta a queste tematiche. Così che ho deciso di inviare pure a lei questa missiva. Ora i giocatori di Petanque, Federazione italiana bocce, sono una cinquantina, ma il loro numero è in costante aumento e da quest’anno, anche un gruppo di ragazzi disabili, accompagnati da due assistenti e a volte anche dai genitori , viene a farci visita. Si fanno “terne miste” con loro e dopo, quando sono stanchi, si fa merenda in compagnia. Detto tra noi, credo che quei momenti conviviali, valgano molto di più della partita . Perchè non diamo anche a loro la possibilità di giocare anche in inverno?» conclude. —
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