Gazzetta di Reggio

Reggio

le indagini 

Le piste investigative portano tutte a Roma

Am.P.

1 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. «La pista del falso allarme bomba porta a Roma, la nostra città non c’entra».

È questa la convinzione che trapela per vie ufficiose dalla questura sull’oggetto trovato nel cofano della Range Rover di Schiatti Class.

Un ordigno artigianale presente all’interno del vano motore – come è stato appurato dagli inquirenti – già prima dell’arrivo nella nostra città. Difatti tramite le schede di perizia dell’auto, richieste e fatte arrivare da Roma, si è scoperto che quella “modifica” inusuale esisteva già prima dell’arrivo della macchina a Reggio.

Ma sul perché qualcuno abbia allestito quell’aggeggio e soprattutto a che scopo, al momento è buio fitto. Gli uomini della Squadra Mobile, ai quali è passata la palla dell’inchiesta, hanno appurato che la vettura si trovava a Reggio, parcheggiata in un deposito e mai presa a noleggio in loco, addirittura dal 20 dicembre scorso, in attesa della presa in carico da parte della concessionaria.

Poiché a Reggio nessuno ha mai usato quella macchina, la soluzione del rebus porta dritto verso la capitale. Dopo i rilievi eseguiti dagli specialisti della polizia scientifica, ora tocca agli uomini del dirigente della squadra Mobile, Guglielmo Battisti, dipanare la matassa e ricostruire a ritroso tutti gli spostamenti e i passaggi di mano della vettura prima dell’arrivo nella nostra città. —

Am.P.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google