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Soldi accantonati per i sospesi «Così l’Unione è paralizzata»

Da.Al.

Duro attacco di Albero Iotti sulla situazione dell’ente. La replica: «Situazione delicata ma abbiamo portato risultati. Serve clima di rispetto»

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VAL D’ENZA. «L’Unione dei Comuni è vittima degli errori commessi dai sindaci che l’hanno amministrata». È questo l’attacco che arriva dal consigliere, Alberto Iotti, dell’Alternativa Civica per Calerno e Sant’Ilario.

«Attualmente l’Unione dei Comuni Val d’Enza accantona gli stipendi di sette dipendenti che non lavorano. Sono i licenziati o i sospesi a seguito delle indagini della magistratura sulla polizia municipale e sul Servizio minori. Si tratta di tre dipendenti della polizia per un importo annuo stimato in 139.000 euro e di quattro dipendenti dei Servizi sociali con un impatto annuale sul solo bilancio dell’Unione stimato in 70.000 euro per un importo annuo complessivo a carico dell’Unione è di circa 209.000 euro» spiega.

Per quanto tempo l’Unione dovrà continuare questi accantonamenti? In questa situazione, come potrebbe l’Unione procedere a nuove assunzioni a tempo indeterminato, ad esempio per rafforzare la polizia locale? «Le assunzioni sono possibili solo se non mettono in discussione l’equilibrio di bilancio, ma sette stipendi sono già ipotecati dall’accantonamento per gli indagati, allontanati dal lavoro – va avanti – L’Unione rischia così di essere paralizzata, di non poter fare fronte anche alle esigenze più impellenti. Questa la vera causa dei limiti nelle assunzioni, non generici vincoli di legge come dice il presidente Palù. I vincoli di legge valgono per tutti, allora come mai l’Unione Bassa Reggiana, con una popolazione di poco superiore alla nostra, ha a disposizione 55 vigili, contro i 26 della Val d’Enza?» chiede.

Di fronte a questi numeri, Alternativa Civica punta il dito sul mancato controllo da parte dei sindaci che hanno amministrato l’Unione. «Una forza politica di maggioranza responsabile – continua la nota – non dovrebbe nascondersi dietro alibi inesistenti, ma valutare con oggettività e senza fini di parte una situazione insostenibile. Dovrebbe dire realmente come stanno le cose e confrontarsi in modo aperto anche con le minoranze. Ci può essere un futuro accettabile per una Unione delegittimata dagli scandali e immobilizzata dal punto di vista economico? Non occorrono cambiamenti radicali? La Regione si è sempre nascosta, pur avendo un ruolo fondamentale nella promozione e nella regolamentazione delle Unioni. È ora che entri in campo, assumendosi le proprie responsabilità politiche».

La replica dell’Unione arriva a stretto giro. «È innegabile e forse anche abbastanza naturale che le inchieste che a più riprese hanno interessato l’Unione abbiano prodotto conseguenze concrete sulla vita dell’Unione stessa, sia per quanto riguarda la parte organizzativa e di funzionamento che per quanto riguarda la parte finanziaria e d’altronde, i sindaci non hanno mai fatto nulla per nascondere nè alle minoranze nè ai cittadini che la fase attraversata sia stata e sia tuttora delicata». L’Unione parla inoltre di mesi dove si è dato il massimo dell’impegno per ridare solidità alla struttura portando risultati «che sono evidenti e sotto gli occhi dei cittadini». «L’assunzione del nuovo comandante della polizia locale ha ridato finalmente slancio all’operato del corpo, sul quale è ora possibile sviluppare una programmazione che guardi oltre l’emergenza mentre, sul fronte dei servizi sociali, il rapido riassetto organizzativo ha consentito di garantire l’operatività dei servizi rivolti alle persone più fragili senza interruzioni ed oggi ci permette di lavorare su ipotesi riorganizzative da elaborare, valutare e costruire insieme». «Rimane ancora un grande lavoro da fare e lo faremo, con lo stesso spirito di servizio e senso di responsabilità che abbiamo cercato di mettere in campo negli scorsi mesi. Mesi difficili, mesi di strumentalizzazione, sistematica aggressione e pressione costanti, che in pochi si sono spesi per contenere e che certo non hanno aiutato questi territori sul cammino della riflessione e della ricostruzione. Auspichiamo che si possa nel tempo costruire con le minoranze un clima di rispetto reciproco» conclude l’Unione. —

Da.Al.

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