Gazzetta di Reggio

Reggio

la formazione della nuova giunta a bologna 

L’assessorato all’agricoltura sta virando su Reggio Emilia

Gabriele Gatti
L’assessorato all’agricoltura sta virando su Reggio Emilia

Un posto ambito anche grazie alla possibilità di gestione del flusso di fondi Ue Tocca a Alessio Mammi (che avrebbe detto “no” al ruolo di capogruppo)? 

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Le lancette corrono sull'orologio e sono quasi in posizione gli ultimi pezzi sullo scacchiere regionale che verrà presentato oggi a mezzogiorno a Bologna.

Secondo le ultime indiscrezioni trapelate da ambienti vicini al presidente eletto, il nuovo uomo forte del nord ha davanti due strade percorribili per concretizzare il patto elettorale stipulato con gli elettori durante l’estenuante campagna elettorale. Da una parte deve scegliere se dare la parità dei sessi richiesta a gran voce dagli elettori e formare una giunta con un numero pari di donne e uomini. Dall’altra, se gli equilibri politici e le richieste di spartizione delle cariche da parte delle federazioni provinciali del Pd emiliano-romagnole non dovessero rendere possibile questa eventualità, le proporzioni si sposterebbero su un più probabile 60/40, e gli equilibri potrebbero risultare completamente differenti anche per Reggio.

Dopo la recente assegnazione della vicepresidenza della Regione e dell’assessorato alla Cultura, la poltrona in giunta che potrebbe pendere su Reggio è quella dell’Agricoltura. Un posto molto ambito anche grazie alla possibilità di gestione del flusso ingente di fondi provenienti dall’Unione europea, che ha stanziato tramite il Programma di sviluppo rurale 2014-2020 ben 1 miliardo e 190 milioni di euro.

Questa delega potrebbe affidare nelle mani del fortunato assessore un portafoglio bello gonfio e ampio potere di contrattazione con i territori. Secondo le indiscrezioni il nome più associato al posto in giunta, grazie anche all’investitura politica datagli dalle 15.000 preferenze raccolte il 26 gennaio, è quello di Alessio Mammi che, sempre dalle voci trapelate da viale Aldo Moro sembrerebbe aver già declinato una posizione da capogruppo del Pd, deciso a ottenere un ruolo di governo nel piccolo parlamento regionale.

È ancora pendente il nome della prima dei non eletti Roberta Mori che potrebbe entrare in consiglio solo a fronte delle dimissioni dell’aspirante assessore in quota a Reggio. L’eventualità che l’assessore in questione non sia intenzionato a dimettersi dalla carica di consigliere per dare spazio ad un ulteriore membro del Partito Democratico è stata però categoricamente smentita dal Pd regionale, il quale ha imposto le dimissioni automatiche nel caso di accettazione dell’incarico di assessore. Obbligo non previsto dalla legge e non scontato per la formazione del Partito Democratico, che vede una squadra di eletti da sempre posizionata su versanti opposti nel corso dei congressi interni, che oggi si troverebbe nella condizione di cedere il posto in consiglio per consentire l’ingresso a un membro della corrente opposta.

Raffaele Donini, assessore ai Trasporti uscente sembrerebbe invece in odore di riconferma grazie alle 13.786 preferenze accumulate nella Circoscrizione di Bologna. Ideatore del biglietto cumulativo bus-treno, che ha riscontrato grande apprezzamento soprattutto tra i pendolari ha però diversi conti in sospeso con il territorio reggiano, dove l’attenzione alle infrastrutture è progressivamente calata, lasciando incompiuti progetti come l’elettrificazione della linea Reggio Emilia-Guastalla, richiesta già dal 2015 e non ancora terminata e la modernizzazione delle linee interne al territorio. —



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