Lavori di restauro della chiesa primo stralcio finito in estate
Attualmente l’opera è ferma per le valutazioni relative al riscaldamento L’architetto Pifferi: «In origine doveva essere a pavimento, ma sotto c’è la cripta»
CASTELLARANO. È in corso il restauro della chiesa parrocchiale di Castellarano, dedicata a Santa Maria Assunta, e si tratta di un intervento molto importante e impegnativo. La parrocchia ha deciso di dividere l’intervento in tre stralci. Il primo, che è il più importante, è quello del consolidamento dell’intero edifico e della sua messa in sicurezza dal punto di vista sismico; il secondo riguarda il recupero degli affreschi presenti e l’ultimo è quello relativo alla sistemazione dell’esterno. L’architetto che sta seguendo il restauro è Daniele Pifferi. Dal settembre scorso ad oggi sono stati compiuti molti lavori, tanto che a fine estate il primo stralcio verrà sicuramente portato a termine. Il restauro è particolarmente complesso perché è seguito direttamente dalla Soprintendenza alle Belle arti e dagli esperti della Curia reggiana. Ora i lavori sono momentaneamente fermi per decidere che tipo di riscaldamento installare.
«Il progetto iniziale – spiega Daniele Pifferi – era quello di realizzare un riscaldamento a pavimento. Dopo che i lavori di restauro hanno confermato quello che era stato trovato da don Reverberi alla fine del 1800, ovvero la cripta, ora si sta pensando ad un altro tipo di riscaldamento».
«Nel 1899 venne effettuato un restauro molto impegnativo e durante i lavori di rifacimento del pavimento emersero delle colonne di marmo – va avanti Pifferi –. Scavando con la Soprintendenza dell’epoca si scoprì che sotto era vuoto, e che c’era una cripta con anche alcune tombe. La soluzione che venne scelta fu quella di riempire con dei rottami gran parte dello spazio, portare via le tombe e lasciare una parte della cripta vuota e renderla visibile dal pavimento con delle feritoie di vetro».
Per questo non verrà fatto il riscaldamento a pavimento? «Fare un riscaldamento a pavimento ha dei costi particolarmente elevati. Se un giorno si trovassero i fondi per recuperare la cripta, l’intervento sarebbe meno invasivo e costoso se si dovesse intervenire su un pavimento tradizionale. Il pavimento attuale verrà sostituito perché è in ceramica degli anni Sessanta, mentre i pavimenti originali di queste chiese erano invece in cotto». —
Paolo Ruini
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