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Le microplastiche nel Po Una indagine dell’Autorità

Andrea Vaccari
Le microplastiche nel Po Una indagine dell’Autorità

L’obiettivo è la raccolta di dati mirati agli effetti sulla catena alimentare L’iniziativa presentata ieri. Berselli: «Necessaria una ricerca attendibile»

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C’è anche Boretto tra le aree di Po che da oggi saranno al centro di un focus di approfondimento scientifico che consentirà di individuare la presenza delle più piccole particelle di materiale plastico (delle dimensioni di un millimetro fino a livello micrometrico) dette anche microplastiche e la loro potenziale concentrazione nelle acque del fiume.

Capofila dell’iniziativa è l’Autorità distrettuale del fiume Po - ministero dell’Ambiente che nell’arco dei prossimi 4 mesi, assieme all’Università La Sapienza di Roma, Arpae Emilia Romagna, Struttura Daphne e Aipo, effettuerà periodici campionamenti di monitoraggio in punti strategici dell’alveo oltre a Boretto, Isola Serafini (Piacenza), Pontelagoscuro (Ferrara) e Goro, nel Delta.

L’idea progettuale – una ricerca ufficiale realizzata con campionamenti di prelievo eseguiti lungo il corso del fiume e non in un solo tratto – è denominata “Manta River Project” e nasce da un’esigenza molto concreta che tra i suoi principali obiettivi avrà quello di raccogliere dati essenziali per una successiva indagine mirata sui possibili effetti nella catena alimentare delle microplastiche su raccomandazione comunitaria.

L’iniziativa è stata presentata ieri nel Piacentino a Monticelli d’Ongina, dove il segretario generale del Distretto del Po, Meuccio Berselli, ha parlato dell’esigenza di ottenere in tempi utili «ricerche attendibili che possano contare su collaborazioni di alto livello, in grado di poter offrire alla comunità un panorama fedele alla realtà dei diversi contesti esaminati lungo il corso del fiume, apportando così un sufficiente livello di chiarezza per non alimentare fuorvianti fake news».

La squadra di ricercatori del Dipartimento di ingegneria chimica materiali ambiente (Dicma) guidati dalla professoressa Silvia Serranti, ordinaria dell’Università di Roma La Sapienza, effettuerà le analisi con strumentazioni e metodologie tecnologicamente avanzate. «Avremo il compito – ha spiegato la docente – di identificare e classificare le microplastiche campionate nei diversi siti, sperimentando una tecnica innovativa che ha già fornito risultati promettenti: l'analisi d'immagine iperspettrale».

La conferenza stampa di presentazione, coordinata nell’occasione dal responsabile delle relazioni Istituzionali del Distretto del Po Andrea Gavazzoli, è proseguita con la relazione dello staff tecnico di Arpae Emilia Romagna con le ricercatrici Cristina Mazziotti e Margherita Benzi (Unità coordinamento tecnico settore marino della Struttura oceanografica Daphne - Laboratorio mobile e sensoristica) che hanno illustrato la modalità di campionamento della risorsa idrica effettuata nei vari luoghi individuati. Lo staff è coordinato dalla dirigente responsabile di Daphne, Carla Rita Ferrari. L’Agenzia Interregionale per il fiume Po, infine, intervenuta con il dirigente del settore navigazione interna Ettore Alberani, ha garantito il supporto logistico e l’ausilio dei mezzi più idonei al complessivo monitoraggio. —



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