Reggio Emilia, scoperta un'azienda tessile clandestina in zona stazione
Nel locale di viale IV Novembre lavoravano solamente persone cinesi, fra le quali una clandestina. Denunciata la titolare e sequestrato il locale, in pessime condizioni igieniche
REGGIO EMILIA. Mercoledì attorno alle 09.30 gli agenti del posto di polizia di via Turri hanno ispezionato uno stabile in viale IV Novembre. All’interno del locale, contraddistinto da un magazzino a uso commerciale posto al piano terra, i poliziotti hanno notato diversi cartoni accatastati contenenti materiale per irrigazione, abiti e accessori moda, nonché macchinari e utensili vari.
Il tutto in un contesto di condizioni igieniche precarie. La prosecuzione del controllo ha permesso di accertare la presenza di persone di origini cinesi intente a svolgere attività lavorativa; tra questi anche un uomo non in regola con il permesso di soggiorno.
Vista la situazione gli agenti hanno richiesto l’intervento dei militari della guardia di finanza al fine di verificare il rispetto delle normative sul lavoro da parte dei titolari dell’azienda tessile. Giunte sul posto, le Fiamme Gialle hanno accertato numerose violazioni tra cui l’omessa redazione del documento di valutazione dei rischi, l’omessa predisposizione dei dispositivi antincendio e la non conformità dei luoghi di lavoro ai requisiti del Testo unico in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.
Da quanto scoperto il laboratorio clandestino veniva di fatto utilizzato per compiere piccoli lavori di artigianato di qualunque genere (dalla sartoria al giarinaggio). Un cittadino cinese che molto probabilmente si trovava in quel luogo per svolgere attività lavorativa, Z. M., classe 1974, è stato quindi denunciato per il reato di immigrazione clandestina.
La titolare della sartoria, Z. Q., cittadina cinese di 63 anni, è stata denunciata per omessa redazione del documento di valutazione dei rischi, omessa predisposizione dei dispositivi antincendio e non conformità dei luoghi di lavoro, oltre che per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il locale è poi stato sequestrato.
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