Gazzetta di Reggio

Reggio

le volontà dei coniugi gallingani 

Sarà il Provveditorato a indicare gli studenti per le borse di studio

Mario Sabia

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO emilia. Sarà il Provveditorato agli studi di Reggio, l’attuale Ufficio scolastico provinciale, a individuare e indicare i nominativi degli studenti bisognosi, cui verrà assegnata ogni anno una borsa di studio, creata dalle volontà testamentarie dei coniugi Gallingani tramite la realizzazione di un’apposita Fondazione Onlus a loro intestata. Questa è la decisione degli amministratori della nuova Fondazione, che solo una decina di giorni fa hanno ottenuto – dopo un lungo iter burocratico – la disponibilità dei fondi dei coniugi defunti, che ammontano complessivamente a oltre 1 milione di euro. La Fondazione, riconosciuta dalla Regione e controllata dall’Agenzia delle Entrate, è venuta in possesso dei relativi fondi solo dopo la chiusura delle pratiche di successione.

Protagonisti di questa vicenda familiare sono stati i coniugi Sergio Gallingani, deceduto all’età di 84 anni il 3 agosto 2013, e la moglie Livia Mainini, morta il 17 gennaio 2019 all'età di 88 anni. Proprio tre settimane fa, nella parrocchia di Pieve Modolena, è stata officiata una messa a ricordo e in suffragio dei coniugi Gallingani. Il patrimonio della nuova Fondazione, appena costituita e autorizzata dalla Regione e dall'Agenzia delle Entrate, ammonta a oltre 1 milione di euro, cui si devono aggiungere tutte le donazioni alle parrocchie di via Kennedy e di Pieve Modolena che i Gallingani hanno elargito in vita nel giro di diversi anni.

Abitavano in un attico situato al quarto piano di una palazzina in via Emilia all’Angelo 33, dopo il distributore di benzina Agip, ma erano sotto la parrocchia San Pio X di via Kennedy. L’alloggio, costruito nel 1988, sarà messo in vendita per incrementare il patrimonio della Fondazione. Si tratta di un immobile di circa 250 metri quadrati, con vari locali e con alcuni terrazzi. Dice il presidente della Fondazione, Roberto Cerioli, commercialista di 61 anni: «Per dar vita e piena attività alla Fondazione Gallingani, contiamo di incontrare i dirigenti del Provveditorato agli studi di Reggio. Ma prima dobbiamo quantificare la cifra esatta da elargire ogni anno, derivata dall’ammontare della rendita del capitale. L’idea dei coniugi partiva nel lontano 1998, quando gli interessi bancari erano al 10 per cento del capitale, ora siamo ai minimi storici».

Il rischio, infatti, è quello di elargire borse di studio ridotte, ma la volontà dei coniugi Gallingani era quella di aiutare gli studenti bisognosi. Aggiunge Gianni Tanturli, 55 anni, pure commercialista, vice presidente della Fondazione, e cugino di secondo grado di Sergio Gallingani: «Lo statuto della Fondazione prevede l’elargizione di borse di studio a ragazzi bisognosi nati nella provincia di Reggio. Questo è un vincolo che noi dobbiamo rispettare, perché era la volontà dei coniugi, mai modificata. Dovremo fissare un percorso per rispettare i principi fissati nel testamento. Le borse di studio non potranno dunque estendersi a tutta la platea degli studenti bisognosi». «Per non indebolire il capitale – conclude Tanturli – noi utilizzeremo per le borse di studio solo le risorse ricavate dagli utili del patrimonio, lasciando intatto il capitale». —

Mario Sabia

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google