Accusato di rapina ma era solo una ripicca
REGGIO EMILIA. È finito alla sbarra con l’accusa di tentata rapina. La difesa però ha dimostrato che il racconto della vittima faceva acqua da tutte le parti e probabilmente l’aggressione era solo una messinscena per incastrare la vittima. Così Walid Ben Salem, tunisino di 39 anni residente in città, è stato assolto perché il fatto non sussiste.
Il 25 marzo 2019, di sera in via Fabio Filzi, i carabinieri erano intervenuti su richiesta di un tunisino 41enne e avevano trovato a terra Ben Salem. Secondo il 41enne lo “sconosciuto”, dopo averlo afferrato per il bavero della giacca e averlo spinto in un angolo, aveva tentato di rapinatigli il portafoglio dalla tasca, non riuscendoci perché lui aveva reagito e lo aveva bloccato a terra. Ben Salem era finito in manette.
L’avvocato Giacomo Fornaciari ha però fornito una versione ben diversa: il 39enne camminava per strada quando la presunta vittima, un lontano parente, aveva fermato l’auto, aveva colpito l’imputato e dopo aver gettato il proprio portafoglio sull’asfalto aveva allertato il 112. Secondo il giudice monocratico Chiara Alberti «la dinamica dei fatti raccontata dall’imputato mina l’attendibilità della parte offesa». In particolare, a smontare le accuse il fatto che la vittima abbia dichiarato di non conoscere l’aggressore: invece i due si conoscono da tempo e nel 2017, in Tunisia, hanno sporto denuncia l’uno contro l’altro per ingiurie. Secondo il giudice l’aggressione «indica un possibile intento rivendicativo da parte della persona offesa»: da qui l’assoluzione. —
Am.P.
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