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Azienda clandestina di cinesi tuttofare chiusa e sequestrata in zona stazione

Leonardo Grilli
Azienda clandestina di cinesi tuttofare chiusa e sequestrata in zona stazione

Scoperta in viale IV Novembre da un controllo della polizia Denunciati la titolare 63enne e un lavoratore clandestino

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reggio emilia. Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, lavoro nero e quindi evasione fiscale, totale mancanza verso le regole di igiene e di tutela dei dipendenti, appartamenti acquistati a poco prezzo e utilizzati come dormitori abusivi per connazionali. Sono questi gli elementi che caratterizzano la malavita cinese della zona stazione, da via Turri a viale IV Novembre, nel mirino dei controlli della questura ormai da diverse settimane.

Un’illegalità sicuramente meno visibile rispetto alla prostituzione o allo spaccio, gestito nel quartiere dalla criminalità nigeriana, ma non per questo meno pericolosa o portatrice di degrado. Ed è proprio nella strada che collega piazzale Marconi a piazza del Tricolore che gli agenti di via Dante hanno scoperto, mercoledì, un’altra attività illecita sempre a gestione totalmente cinese.

I controlli sono scattati alle 9.30, quando i poliziotti del presidio di via Turri hanno ispezionato uno stabile in viale IV Novembre 19. All’interno del locale, contraddistinto da un magazzino a uso commerciale posto al piano terra, gli agenti hanno notato subito diversi cartoni accatastati contenenti materiale per irrigazione, abiti e accessori da moda, nonché macchinari e utensili vari. Il tutto in un contesto di condizioni igieniche precarie. I poliziotti hanno deciso di approfondire i controlli, accertando così la presenza di diverse persone di origini cinesi intente a svolgere lavori di diverso tipo. Tra questi anche un uomo non in regola con il permesso di soggiorno.

Vista la situazione è stato richiesto l’intervento dei militari della guardia di finanza al fine di verificare il rispetto delle normative sul lavoro da parte dei titolari dell’azienda tessile.

Giunte sul posto, le Fiamme Gialle hanno accertato numerose violazioni tra cui l’omessa redazione del documento di valutazione dei rischi, l’omessa predisposizione dei dispositivi antincendio e la non conformità dei luoghi di lavoro ai requisiti del Testo unico in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Da quanto scoperto il laboratorio clandestino veniva di fatto utilizzato per compiere piccoli lavori di artigianato di qualunque genere, dalla sartoria al giardinaggio.

Terminati i controlli il cittadino cinese irregolare, Z. M. di 45 anni, che molto probabilmente si trovava in quel luogo per svolgere attività lavorativa, è stato quindi denunciato per il reato di immigrazione clandestina. La titolare della sartoria invece, Z. Q. di 63 anni, è stata denunciata per omessa redazione del documento di valutazione dei rischi e predisposizione dei dispositivi antincendio, non conformità dei luoghi di lavoro e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il locale è poi stato sequestrato. —

Leonardo Grilli

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