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Solidarietà 

Ex infermiera del Santa Maria parte volantaria per il Centrafrica

L.S.

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REGGIO EMILIA. Anna Maria Giampietri, 65enne infermiera del Santa Maria Nuova in pensione da alcuni anni, è fra gli italiani che prendono sul serio l’invito ad aiutare gli africani a casa loro. Lei lo farà in prima persona trascorrendo due mesi e mezzo nella Repubblica centrafricana per impiegare nella cura dei neonati e dei bambini la competenza professionale e l’esperienza maturate in quarant’anni di servizio. Domani prenderà il volo per Bangui, la capitale di quello Stato poverissimo martoriato dalla recente guerra civile, dove l’associazione Medici con l’Africa Cuamm (il Collegio universitario aspiranti medici missionari fondato nel 1950) opera da un anno e mezzo in un complesso pediatrico con 193 posti letto.

Anna Maria Giampietri darà il suo contributo all’attuazione del progetto di fornire al personale locale l’assistenza tecnica necessaria per rivitalizzare la struttura sotto l’aspetto sia medico-chirurgico sia amministrativo, con l'obiettivo di restituirne la gestione alla direzione dell'ospedale che aveva subito le conseguenze del conflitto divampato nella Repubblica centrafricana fino al 2013. Le saranno a fianco altri diciassette operatori del Cuamm. A Reggio lei era coordinatrice del reparto Malattie infettive e chirurgia, ma non le sarà facile spendere quell’esperienza in un contesto così differente: «Non parto - confessa l’infermiera - con la smania da prestazione, ma consapevole delle diversità che ci sono tra Italia e Africa e dell’importanza di accettare i propri limiti». Il Cuamm è presente nella nostra città con un gruppo di sostegno che ne diffonde i valori di solidarietà ed equità sanitaria attraverso attività e iniziative volte a sensibilizzare gli operatori del settore e l’opinione pubblica. L’associazione è nata settant'anni fa a Padova per iniziativa del professor Francesco Canova e del vescovo di Padova Girolamo Bartolomeo Bortignon con lo scopo di formare medici per i paesi in via di sviluppo. Nel corso degli anni ha concentrato i suoi interventi soprattutto nel continente africano, superando le difficoltà incontrate nei processi di decolonizzazione grazie ai finanziamenti dello stato italiano e dell’Europa. Attualmente opera tramite l’Ufficio di coordinamento ubicato a Padova e sette sedi distaccate in Africa dove sviluppa 42 progetti di cooperazione principali e coordina 180 operatori internazionali in Angola, Etiopia, Mozambico, Sierra Leone, Sudan del Sud, Tanzania e Uganda, oltre che nella Repubblica centrafricana. Nel 2017 ha fornito il suo sostegno a 19 ospedali, 45 distretti (per attività di sanità pubblica, assistenza materno-infantile, lotta all'Aids, tubercolosi e malaria, formazione), tre scuole per infermieri e ostetriche e una università, quella di Beira. —

L.S.

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