Gazzetta di Reggio

Reggio

L’EX VICECOMANDANTE della polizia locale 

Fabbiani: «Noi due non percepiamo indennità dall’Unione»

Am.P.

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VAL D’ENZA. «Non è affatto vero che io e la mia compagna percepiamo un’indennità dall’Unione Val d’Enza. Da quando siamo stati licenziati non abbiamo alcun reddito e, anzi, siamo in forti difficoltà economiche». È la replica di Tito Fabbiani, l’ex vicecomandante della polizia locale Val d’Enza, a proposito del ricorso contro il licenziamento presentato dai tre indagati (lo stesso Fabbiani, accusato di induzione indebita a dare o promettere utilità, abuso d’ufficio, truffa e maltrattamenti), la compagna Annalisa Pallai (truffa) e il comandante Cristina Caggiati (abuso d’ufficio in concorso e omessa denuncia). La causa civilistica davanti al giudice del lavoro – già approdata in aula per Caggiati, non ancora per la coppia – segue un iter disgiunto rispetto al processo penale, che sta entrando nel vivo. Fabbiani smentisce l’avvocato Guglielmo Saporito, che rappresenta l’Unione nella causa di lavoro. «Si sbaglia di grosso. L’indennità l’abbiamo percepita per alcuni mesi: Annalisa per 3 mesi e io per 6 mesi, tra fine 2018 e inizio 2019, ma da quando ci hanno licenziati, il 4 aprile 2019, più nulla», dichiara Fabbiani, che precisa di aver impugnato il licenziamento perché «lo riteniamo ingiusto, nel modo più assoluto. Siamo convinti di poter dimostrare la nostra innocenza e che il quadro non è quello dipinto dall’accusa». In questa vicenda «ne abbiamo viste di tutti i colori: avrei tante cose da dire, anche documentate; non a caso abbiamo citato ben 80 testimoni, ma mi riservo di parlare quando l’iter giudiziario sarà concluso». Un’altra precisazione riguarda l’auto di servizio, la Mazda, acquistata dall’Unione e, secondo la Procura, adibita ad uso privato: «La mia compagnia non c’è mai salita, è una realtà fotografata anche dalle intercettazioni: la contestazione riguarda solo me». —

Am.P.

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FOTO SBAGLIATA

Ieri, per un errore, abbiamo pubblicato una fotografia sbagliata: quella di una donna comparsa in tribunale come parte lesa, con la didascalia Cristina Caggiati. Ce ne scusiamo con gli interessati.



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