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CAVRIAGO 

I “partigiani” di Wandrè chiedono una rotonda dedicata al grande liutaio

Daniela Aliu

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CAVRIAGO. Una rotonda a tutta musica. Cose che capitano a Cavriago grazie a una idea geniale dei “partigiani di Wandrè”: sulla cosiddetta “rotonda azzurra” di via della Repubblica nei giorni scorsi sono apparse tre chitarre firmate Wandrè. Ai bordi della rotatoria, tanti poster con il nome del grande liutaio.

Antonio Pioli, in arte Wandrè (che in dialetto reggiano significa vai indietro), è nato il 6 giugno 1926 a Cavriago. Da suo padre ha appreso la professione del liutaio. È morto a Cavriago nel 2004.

L’amore e la dedizione per le chitarre lo hanno reso famoso oltre i confini italiani. Le sue chitarre, dai colori sgargianti o dalle forme bizzarre, prodotte a Cavriago, sono state suonate da artisti del calibro di Celentano, Guccini, Nomadi, Frank Zappa, Ace Frehley e Bob Dylan. Ma non tutti sanno che a Cavriago c’è una decina di appassionati, chiamati appunto “i partigiani di Wandrè”, che tengono vivi i suoi ricordi. Uno di loro, Gianfranco Borghi, spiega alla Gazzetta: «Abbiamo allestito la rotonda centrale per scattare alcune foto, ma non solo. La nostra è un’idea con cui vogliamo sensibilizzare il nostro Comune, perché a nostro giudizio serve uno spazio dedicato a Wandrè, che ha reso Cavriago famosa nel mondo. Un riconoscimento su una rotonda all’ingresso del paese: è questo il nostro sogno».

Sarebbe un riconoscimento al liutaio diventato leggendario per le sue chitarre. Infatti, Wandrè ha rivoluzionato la musica di allora, soprattutto l’estetica e in particolar modo la qualità sonora degli strumenti musicali. Tra le sue idee, troviamo la creazione di un manico in alluminio usato al posto di quello classico in legno. C’è anche la costruzione di un manico privo di “truss-rod”, ossia del meccanismo che consente di modificarne la tendenza alla deformazione, ricercata da ditte come la Kramer, che negli anni ’80 fornirà la chitarra a un pioniere come Edward “Eddie” Van Halen. Altra idea di Wandrè è il ponte “suspended”, che conferisce per la prima volta al musicista un miglior controllo e adattamento al proprio stile.

Queste innovazioni sono state compiute in un’epoca in cui il virtuosismo elettrico era quasi sconosciuto. Ebbene, sono cose che capitano a Cavriago, che parlano di un rivoluzionario che tutt’ora vive grazie ai suoi “partigiani”, i quali ora sognano una rotonda tutta rock per Wandrè. —

Daniela Aliu



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