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«Il sindacato contrasta la ’ndrangheta»

T.S.
«Il sindacato contrasta la ’ndrangheta»

In aula i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil: «Difendiamo il lavoro oppresso dal clan». Il progetto di Libera con le scuole

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INVIATO A BOLOGNA. Vengono scandite – in apertura d’udienza – le costituzioni di parte civile ed i rispettivi legali che le rappresentano.

Come sempre il sindacato – Cgil, Cisl e Uil – è presente in forze, nello specifico rispettivamente con i segretari generali Luigi Giove, Filippo Pieri e Giuliano Zignani. Del resto il sindacato ha avuto un ruolo di primo piano all’interno dell’importante vicenda processuale Aemilia, a partire da quello svolto come parti civili. «Il lavoro ha rappresentato una componente fondamentale del disegno criminoso messo in atto – rimarca Giove, segretario Cgil Emilia-Romagna – e il suo sfruttamento e la conseguente negazione dei diritti, hanno avuto un ruolo essenziale nei meccanismi di accumulazione e arricchimento della ’ndrangheta. Sono emerse situazioni, di portata anche drammatica, che hanno messo in evidenza le modalità di assoggettamento dei lavoratori alle regole mafiose». Una situazione molto grave a cui è stato messo «un argine fondamentale dall’azione messa in campo dalla magistratura e dalle forze dell’ordine – viene scandito da Cgil, Cisl e Uil in una nota – ma a risultare fondamentale è stata anche la risposta che le forze sociali, sindacato e associazionismo antimafia, e delle stesse istituzioni locali che hanno saputo reagire per contrastare le mafie in questa regione». In campo anche Libera che va oltre alla costituzione di parte civile (è tutelata dall’avvocatessa Enza Rando) e vuole portare avanti – come nel maxiprocesso Aemilia – il progetto di partecipazione studentesca alle udienze. «Abbiamo già diverse richieste dalle scuole e pure da un gruppo scout romagnolo – spiega Daniele Borghi, referente regionale di Libera – e siamo in attesa di una risposta dal collegio giudicante per capire se è possibile proseguire con questa attività». Il Comune di Reggio Emilia è parte civile, ma rispetto al primo grado attraverso un altro legale, cioè l’avvocatessa Berenice Stridi che sostituisce il collega Santo Gnoni, in pensione dagli inizi di febbraio. «Chiederemo la conferma della sentenza di primo grado – commenta il nuovo avvocato – puntando ad una presenza assidua in aula». —

T.S.

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