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la retata all’alba 

Nascosto alle Reggiane un mare di droga fra marijuana e cocaina

L. G.
Nascosto alle Reggiane un mare di droga fra marijuana e cocaina

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reggio emilia. Decine di agenti che circondano i capannoni ed entrano negli stabili diroccati facendosi largo fra arbusti e degrado di ogni tipo, cercando l’unica cosa che muove davvero l’economia sommersa delle Reggiane: la droga e chi la spaccia. È una vera e propria retata quella messa in campo ieri dalla questura di Reggio Emilia nella zona della stazione storica.

Sin dalle prime ore dell’alba oltre 30 agenti appartenenti alle Volanti, al posto di polizia di via Turri, alla Squadra Mobile, al Reparto prevenzione crimine, alla Scientifica, supportati da un’unità cinofila provenienti dalla questura di Bologna e dal personale della polizia municipale, hanno passato al setaccio l’intera area che circonda la stazione di piazzale Marconi e piazzale Europa, fino ad arrivare dentro la zona delle Ex Officine.

Ed è proprio qui che i poliziotti, celato tra la vegetazione dei capannoni degradati, hanno trovato un grosso bustone contenente un chilo di marijuana e tra le intercapedini, grazie al fiuto del cane antidroga, un etto circa di hascisc e un altro etto di cocaina pronte per essere vendute ai tossicodipendenti reggiani. Fra i vari stranieri controllati dagli agenti gli uomini del posto di polizia di via Turri hanno poi identificato e arrestato un 60enne ghanese senza fissa dimora, con precedenti di polizia per spaccio di droga e rapina e gravato da un ordine di carcerazione alla pena detentiva residua di 6 mesi e 25 giorni di reclusione emesso dalla procura di Modena.

A disporre la retata, l’ultima di una lunga serie nel recente periodo, è stato direttamente il questore Antonio Sbordone in qualità di autorità provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Delle direttive, fa sapere la questura reggiana, «volte alla pianificazione di servizi straordinari per contrastare l’aumento di reati che alterano la percezione di sicurezza» dei cittadini. Servizi che «sono finalizzati a sorvegliare e tutelare le aree della città considerate maggiormente a rischio di criminalità e degrado, proprio in relazione alla richiesta di cittadini residenti della zona che continuano a segnalare presenze o situazioni sospette». —

L. G.

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