Torna libero il brasiliano che derubò chi lo ospitava
Torna libero il brasiliano di 36 anni che era stato arrestato per tentata rapina impropria per aver sottratto 1300 euro a un uomo che lo ospitava. A seguito di un accordo tra le parti, che ha portato alla remissione della querela, l’operaio è tornato in libertà.
Il giudice monocratico Sarah Iusto ha sancito ieri il non luogo a procedere e l’estinzione del reato a seguito della remissione di querela.
L’aspetto paradossale è che invece la parte offesa, un reggiano di 53 anni, dovrà affrontare un processo per lesioni personali aggravate, per aver inseguito e colpito il brasiliano con un coltello da disosso. La vicenda risale al 15 dicembre 2019, quando un reggiano di 53 anni che si appresta a prendere un taxi per rincasare viene avvicinato da un brasiliano che gli chiede se può dividere le spese per il taxi, dovendo anche lui recarsi nel quartiere di San Prospero Strinati. Arrivati a destinazione il brasiliano, non avendo un posto per dormire, chiede ed ottiene ospitalità dal 53enne, che lo fa entrare a casa. Mentre il padrone di casa prepara il divano per l’ospite, quest’ultimo nota la presenza sul tavolo di 1.300 euro, somma destinata al pagamento delle spese funebri della madre del proprietario: il 36enne prende i soldi, guadagna l’uscita e scappa. Il reggiano d’istinto afferra un disossatore dalla cucina e si mette all’inseguimento del giovane, che una volta raggiunto lo colpisce a pugni e calci; nella colluttazione, per difendersi, il 53enne colpisce con la lama stretta e affilata l’avambraccio dell’aggressore, che riporta una ferita guaribile in otto giorni. Questa la versione raccontata dal derubato ai carabinieri, che all’arrivo trovano il ferito in strada con addosso i 1.300 avvolti in un biglietto dello stadio intestato al 53enne. Il brasiliano viene arrestato, il reggiano denunciato per lesioni personali aggravate (dall’uso dell’arma). Nella precedente udienza il brasiliano, difeso dall’avvocato Matteo Marchesini, ha fornito un racconto confuso di quella notte movimentata, affermando tra tanti “non so” che era ubriaco: l’imputato ha negato il furto affermando che quella somma era sua (l’aveva prelevata in banca per il mantenimento della figlia), ricordando però di aver conosciuto il reggiano in un locale fuori città e di aver rifiutato le sue avances, salvo poi accettare l’ospitalità. Alla luce di una versione che ha modificato di parecchio il quadro, il giudice aveva derubricato l’accusa da tentata rapina impropria a furto semplice. Nel frattempo i contatti tra i legali delle controparti hanno trovato un accordo e il reggiano ha rimesso la querela. —
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