Un intero paese commosso per l’ultimo saluto a Bonazzi
In centinaia ai funerali dell’escursionista 48enne morto domenica in montagna Il parroco don Bizzocchi: «Stefano era felice di ciò che aveva. Ora è nella pace»
In mezzo a tanto silenzio si è percepito, forte e concreto, l’affetto dell’intera comunità per Stefano Bonazzi e i suoi famigliari. Centinaia di persone hanno gremito prima la chiesa della frazione di Caprara e, a seguire, piazza Caduti del Macinato, davanti al Comune, per l’ultimo saluto al 48enne morto domenica scorsa a seguito di una caduta sul Monte Cipolla, mentre stava discendendo assieme ad altri esperti alpinisti.
Una tragica fatalità che lo ha visto morire sul colpo, in un punto apparentemente senza insidie e con una dinamica che lascia tutt’ora sgomenti, in quanto Bonazzi era un escursionista che conosceva molto bene la montagna.
Il funerale è stato celebrato nella chiesa di Caprara, che nel giro di pochi minuti si è riempita. Gran parte delle persone sono state costrette, per questioni di capienza, a restare all’esterno e ad ascoltare la funzione dagli altoparlanti, predisposti per l’occasione, sino ad arrivare in strada, dove la circolazione ha subìto alcuni rallentamenti.
Il parroco don Paolo Bizzocchi, che per la lettura del Vangelo ha scelto il celebre passo delle Beatitudini, ha ricordato la figura di Bonazzi per la sua semplicità, «che lo faceva essere felice di ciò che aveva. Questi sono momenti di sciagura e rovina, ma in questo momento Stefano è nella pace». Al termine della funzione si è formato il corteo che, a piedi, ha percorso la lunga distanza da Caprara al centro di Campegine, dove molti altri cittadini nel frattempo si erano radunati nella piazza del municipio. Qui, in un clima di grande commozione, il carro funebre è stato preceduto da un’ambulanza della Croce Bianca di Sant’Ilario, Gattatico e Campegine – nella quale Bonazzi prestava servizio volontario da 30 anni – e dallo stendardo dell’associazione, che hanno aperto la lenta processione in direzione del cimitero, dove la salma è stata tumulata. In tantissimi hanno, ancora una volta, voluto portare la propria vicinanza ai famigliari, in particolare alla moglie e ai tre figli, che stanno affrontando questo difficile momento con coraggio e dignità, supportati da tanti amici ancora increduli, tra cui quelli del Cai reggiano. La morte del 48enne ha infatti scioccato un’intera comunità. Dipendente del Consorzio Agrario, come detto era impegnato da tempo nella Croce Bianca ma dedicava parte del suo tempo libero anche alla parrocchia, dove era apprezzato e benvoluto. Una sua grande passione era la montagna, che purtroppo si è rivelata fatale, con il tragico incidente avvenuto alle 13.40 di domenica. L’uomo lascia la moglie Enrica, i figli Alessia, Gabriele e Luca, la madre Rosanna, i fratelli Lorenzo e Alberto, le cognate e i nipoti. —
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