«Infanzia più educazione portano a diritti e inclusione»
REGGIO EMILIA. Nelle ultime settimane Reggio Emilia è stata al centro del mondo più volte lanciando un messaggio forte di civiltà, solidarietà e cultura: «La morte di Kobe Bryant, la presentazione della Ferrari e la partecipazione al festival del cinema di Berlino del film sul pittore Ligabue hanno dimostrato che la nostra città è capace di creare legami ed essere di esempio su fronti diversi. Credo che l’educazione sia stata fondamentale per raggiungere ciò ed è per questo che “Inveceilcentoc’è” è stato un evento fortemente voluto» ha detto il sindaco Luca Vecchi. Il numero 100 non celebra solo compleanni ma anche i linguaggi dei bambini come detto dallo stesso Maluguzzi e spiegato dall’assessore all’Educazione e alla Conoscenza Raffaella Curioni: «Sessant’anni fa nasceva la prima scuola dell’infanzia reggiana e questo ha permesso la crescita della società. Infanzia più educazione portano a diritti, accoglienza, opportunità e inclusione». La nostra città è stata in grado di dare risalto alla “nostalgia del futuro”, come la chiamava il pedagogista, e trasformarla in coraggio. «Oltre al diritto all’ambiente è di fondamentale importanza quello dell’infanzia, l’unico a non avere confini e utile per costruire un senso di comunità» hanno detto Carla Rinaldi, Claudia Giudici e Maddalena Tedeschi, di Centro Loris Malaguzzi, Reggio Children e Istituzione Nidi e Scuole dell’Infanzia. —
N.N.
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