Nuova gestione per il seminario di Marola, entra la “Matilde di Canossa”
Il seminario per un anno passa sotto la conduzione dall’associazione culturale. «La vocazione del luogo non cambierà: cura del territorio, ospitalità ed eventi»
CARPINETI. A partire da questo mese l’immobile del seminario vescovile di Marola, destinato da tempo a centro diocesano di spiritualità e cultura, è affidato in gestione all’associazione culturale “Matilde di Canossa”, la stessa che da anni custodisce il Castello di Rossena. Non cambia la vocazione del luogo: il seminario di Marola, inserito in un rilevante contesto ambientale, considerata anche la sua vicinanza al “bosco matildico”, proseguirà nella cura del territorio, secondo l’enciclica di papa Francesco “Laudato si”.
NUOVA GESTIONE
Da oggi e per un anno, quando potrà essere valutata l’eventuale prosecuzione del rapporto, sarà l’associazione Matilde di Canossa, animata da Elvira Rossi e Angela Chiapponi, a custodire il complesso di Marola e a curare l’accoglienza di singoli e gruppi e l’organizzazione di convegni, seminari, mostre, eventi artistici, incontri, anche in occasione di eventi di carattere pastorale, liturgico o di catechesi.
Sempre l’associazione Matilde di Canossa, avvalendosi anche dell’apporto del volontariato, programmerà le visite guidate con finalità didattiche, orientandole alla valorizzazione della storia della chiesa locale e universale.
Le prenotazioni per soggiorni ed eventi sono già possibili contattando i nuovi recapiti: telefono 366. 8969303, e-mail ospitalita. marola@gmail. com– messi a disposizione dal gestore.
Sarà sempre l’associazione a concordare gli eventi da realizzarsi con la Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, che resta proprietaria dell’immobile e delle sue pertinenze, prestando attenzione al calendario delle proposte pastorali in essere.
DON IOTTI
«In questo passaggio di consegne la Chiesa reggiano-guastallese sente il dovere di ringraziare pubblicamente don Umberto Iotti, già rettore del Seminario di Marola – viene spiegato dalla Diocesi – per avere impostato ed avviato, senza risparmio di tempo e di forze, il rilancio del Centro diocesano di spiritualità e cultura a partire dalle grandi potenzialità del luogo. L’apporto personale di don Umberto, che rimane come collaboratore dell’Unità pastorale “Beata Vergine del Carrobbio” in Casina, è stato decisivo in questi anni per far conoscere di nuovo la bellezza naturale e architettonica del seminario, recentemente restaurato, e la sua idoneità all’accoglienza nel segno della spiritualità, del servizio cordiale e delle relazioni vissute con tempi distesi. Il suo lavoro – conclude la Diocesi – sarà portato avanti in piena continuità dalla nuova gestione, con la finalità di rendere il centro diocesano sempre più attrattivo e apprezzato anche al di fuori del territorio reggiano». —
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