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COOPERATIVE 

Sicrea in affanno Acque agitate nella cooperazione dopo l’uscita di Bosi

Enrico Lorenzo Tidona
Sicrea in affanno Acque agitate nella cooperazione dopo l’uscita di Bosi

L’ad Adriano contro l’uscita sui giornali dell’ex presidente Legacoop fa da paciere. Ora piano bis e nuova governance

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Sicrea ha il fiato corto e deve rivedere il piano industriale. La scialuppa di salvataggio creata otto anni fa per salvare i rami sani delle coopertive del settore edile, sta facendo i conti con appalti pubblici al palo, compensi troppo bassi e un mercato in difficoltà cronica. Risultato? Il bilancio che sarà presentato presumibilmente tra marzo e aprile esporrà questa sofferenza, che sarà probabilmente sanata con una ricapitalizzazione e un nuovo piano industriale. Una cosa comunque in grado di far saltare i nervi, come avvenuto pochi giorni fa con la potente frattura tra Luca Bosi e Nicola Adriano, fino a poche settimane fa rispettivamente presidente e amministratore delegato di Sicrea. Il primo è uscito dall’azienda diramando un comunicato («Sono stati otto anni davvero intensi e bellissimi» era l’attacco) che ha fatto infuriare l’ad rimasto da solo al timone della società.

Un whatsapp (rivelato da Reggioreport e confermato da fonti interne) spedito da Adriano ai dirigenti di Sicrea, dove concludeva dicendo: «Spiace constatare che in un momento così complesso per Sicrea, i suoi soci, lavoratori e fornitori, la sobrietà e il riserbo abbiano lasciato posto ad una pratica auto celebrativa completamente fuori luogo».

Bosi esce infatti dalla scena anche come direttore di Sicrea, facendo più che altro un passo indietro in vista di una nuova gestione in azienda, dedicandosi alla presidenza del Ccfs, la cassaforte della cooperazione che fa da cabina di regia del sistema, che probabilmente dovrà mettere a sua volta una pezza per stabilizzare Sicrea. Adriano invece dovrà presentare un bilancio complesso – seppur non catastrofico – del quale sarà l’unico paravento.

«Sicrea Group sta affrontando una fase di difficoltà legata alla lunga crisi del settore edilizia e costruzioni – confermano da Legacoop, associazione di categoria che fa da paciere – Negli ultimi 10 anni l’intero comparto ha subito un tracollo pesantissimo». Bastano alcuni dati: sono fallite 125.000 imprese in Italia secondo l’Ance, sono andati persi 70 miliardi di euro di investimenti di cui 66% nel comparto residenziale e 27% non residenziale, sono stati persi 539.000 posti di lavoro di cui 30.000 in Emilia-Romagna. Numeri messi insieme da Legacoop produzione e servizi, che interpellata avverte: «La numerica delle crisi aziendali del settore è in continua crescita e la fiducia nella filiera degli operatori è messa seriamente in discussione».

Ecco allora che la società riscontra uno scostamento importante tra le previsioni del piano industriale approvato e gli andamenti che si stanno via via registrando soprattutto nell’area costruzioni. «La previsione del settore non vede inversioni di rotta – avverte Legacoop – Il piano industriale di Sicrea preconizzava una ripresa degli investimenti e delle opere che non c’è stata e sembra non prefigurarsi all’orizzonte. Questo comporta il protrarsi di bassissime marginalità e la conseguente crescente richiesta finanziaria per mandare avanti i grandi cantieri in portafoglio. Luca Bosi, al quale va il ringraziamento per l’impegno di questi anni, ha rimesso il mandato di presidente al cda e quello di direttore di Sicrea Group. La scelta favorisce la redazione di un nuovo piano industriale a cui stanno lavorando gli amministratori e i consulenti. Obiettivo di questo lavoro è quello di dare continuità alle attività, il rispetto del lavoro e dei fornitori e tutti i soggetti coinvolti. L’analisi si sta concentrando sui punti di forza del gruppo e sulla ridefinizione delle strategie sui settori in cui non si hanno segnali di ripresa della redditività. Nelle prossime settimane saranno chiamati i soci a confrontarsi sul nuovo progetto e sulla nuova governance». —





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