Finisce alla grande il Nomadincontro, in migliaia al concerto
Novellara, grande musica e premiazioni, a Max Laudadio il terzo Premio “Augusto Daolio". Al Tagliavini Laura Boldrini ha parlato di donne. Le tante storie dei fan
NOVELLARA. Alle migliaia di fan che avevano "invaso" pacificamente Novellara, per la prima giornata del Nomadincontro in ricordo di Augusto Daolio, indimenticato cantante della band novellarese scomparso nel 1992, domenica 16 febbario se ne sono aggiunte molte altre, arrivate nel paese della Bassa per partecipare al momento clou del weekend: il concerto pomeridiano della band - migliaia in platea, fan in visibilio - che ha visto il conferimento del terzo Premio “Augusto Daolio - Città di Novellara” a Max Laudadio, inviato di "Striscia" fondatore di una ong per la tutela dell'ambiente l’”Associazione On”, e l’assegnazione di due borse di studio per la ricerca oncologica da parte dell’Associazione “Augusto per la vita”.
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La giornata è cominciata al Teatro Franco Tagliavini stipato di pubblico, con un incontro pubblico intitolato “Con me o contro di me” dove si è parlato del ruolo della donna nella società. Il sindaco di Novellara Elena Carletti ha fatto gli onori di casa, per poi lasciare la parola all’onorevole Laura Boldrini che ha ringraziato per l'invito, dicendosi «molto contenta di essere qui, in mezzo alla famiglia dei Nomadi». L’ex presidente della Camera ha raccontato come sia stata, suo malgrado, oggetto di una violenta campagna di delegittimazione con minacce, aggressioni verbali, notizie false, offese volgari, e odio, come ben documentato nel libro “La grande nemica”, scritto da Flavio Alivernini.
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Musica, ricordi e festa: sono innumerrevoli le storie che hanno visto protagonisti i fan della band, accorsi da tutta Italia nel paese di Augusto Daolio e dei Nomadi tutte diverse ma tutte accomunate da amicizie nate ai concerti della band e senso di appartenenza al “nomadismo”.
LE TESTIMONIANZE. Catia e Andrea sono di Levico (Trento) uno dei luoghi dove i Nomadi hanno suonato agli esordi. «Frequento l’Hotel Paoli e l’antica trattoria alla Vedova, dove i Nomadi erano ospitati agli inizi della loro carriera, e dove suonavano per delle stagioni intere. Quando avevo 14 anni, prima di un loro concerto, Augusto mi regalò un fiore. Sono due anni che veniamo a Novellara, perchè il nuovo cantante Yuri Cilloni ci piace molto, penso abbia dato alla band una “botta di vita» racconta lei.
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A Novellara c’è anche un gruppo di piemontesi: Valentina e Diego vengono da Cuneo, Alessio e Mariangela da Torino. «Veniamo tutti gli anni – dicono – siamo qua per i Nomadi, per ricordare Augusto, per incontrare amici nomadisti da tutta Italia. Facciamo volentieri i turisti a Novellara, che per noi è diventata come una seconda casa. Abbiamo anche partecipato al gioco delle vetrine dei negozianti».
Pietro e Eligio sono due ragazzi pugliesi che si sono trasferiti a Modena per motivi lavorativi. «Siamo cresciuti con le canzoni di Augusto, che ascoltavamo già in Puglia – confidano – Poi da quando ci siamo trasferiti in Emilia, non abbiamo mai mancato un “Nomadincontro”, perché a Novellara si respira tutta un’altra aria. Conoscevamo già il nuovo cantante Yuri, modenese pure lui, ci piace molto».
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Alle prime edizioni del “Nomadincontro”, a metà degli anni Novanta, quando ancora non c’era il telefonino, né internet, i fan accorsi per l’happening che ricorda Augusto Daolio si mettevano in coda ai telefoni dei bar per chiamare a casa e comunicare alle famiglie che erano arrivati sani e salvi a Novellara. Altri tempi, ma oggi, dopo 27 anni, molti di loro sono ancora a Novellara, assieme a nuove generazioni che di Daolio han sentito solo parlare a posteriori, dopo la sua scomparsa. Un gruppo di amici di Avellino (Sonia, Domenica, Sara, Gerardo e Martino) ben rappresenta questo mix intergenerazionale.
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I FAN PIU’ GIOVANI. Sara ha 19 anni e spiega: «Mi piace l’ambiente e l’atmosfera dei concerti a cui mi portavano fin da piccola, senza dimenticare il messaggio delle canzoni». «Seguivamo i Nomadi dagli anni Ottanta – dicono gli altri – poi dopo la scomparsa di Augusto siamo sempre venuti al Nomadincontro. Pur essendo di Avellino, siamo iscritti a un fan club di Torino, fondato da nostri amici piemontesi conosciuti ai concerti. Anche questo vuol dire essere “nomadisti”». E come loro sono tantissimi quelli arrivati a Novellara, da lontano.
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