Dazi, stop ai rincari: ridotta la batosta sui prezzi americani del re dei formaggi
Reggio Emilia, gli Stati Uniti li lasciano al 25% invece che portarli al 100% Bertinelli: «Battaglia solo all’inizio ma ora clima più disteso»
REGGIO EMILIA. «Il consorzio del Parmigiano Reggiano accoglie con entusiasmo la notizia che gli Usa hanno deciso di non alzare i dazi dopo il rincaro del 25% imposto lo scorso ottobre. Abbiamo lavorato nella direzione giusta, facendo squadra con le altre indicazioni geografiche, credendo fermamente che la commissione europea fosse l’unico tavolo al quale portare avanti la negoziazione, evitando di disperdere energie portando avanti diversi interessi da parte delle singole classi di rappresentanza».
Così Nicola Bertinelli, presidente del consorzio di tutela del re dei formaggi, costretti in questi mesi subire l’attacco da parte degli Stati Uniti, che avevano minacciato un rialzo dei dazi nei confronti anche della tavola italiana. Rialzo che lo scorso ottobre è stato del 25% ma che in questi giorni sarebbe potuto passare al 100%. Batosta in parte scongiurata. Il conto per il Parmigiano Reggiano poteva raggiungere livelli preoccupanti per il mercato delle esportazioni. Prima di ottobre il dazio era 2,15 dollari al chilo ed è passato a circa 6 dollari al chilo. Trump in ottobre aveva aggiunto un dazio aggiuntivo del 25%.
Si temeva che potesse aumentarlo ma ieri non lo ha fatto. Ma tra 180 giorni comunicherà quali saranno i nuovi dazi aggiuntivi. Si è riservato infatti il diritto di cambiare i dazi quando vuole. Il consorzio, continua Bertinelli, «ha mantenuto coeso e compatto il mondo delle Dop: si è reso promotore di una cordata, insieme al ministero delle Politiche agricole e al Parlamento europeo, per far sì che ci fosse un grande supporto al commissario Phil Hogan e al negoziatore John Clarke affinché avessero l’appoggio delle Dop italiane coese e compatte per andare a negoziare con una maggiore forza e consapevolezza». Dunque, raccomanda il presidente, «nervi saldi e credere di più nell’Europa come istituzione: è questo l’approccio giusto per combattere una battaglia che è solo all’inizio e che vedrà il Parmigiano Reggiano in prima linea, considerando che il mercato americano rappresenta per noi il secondo mercato estero, con ben 10.000 tonnellate di prodotto esportato ogni anno ed enormi capacità di crescita».
Conclude Bertinelli: «Negli ultimi mesi il nostro prodotto ha subito oscillazioni di prezzo. Il fatto che gli Usa abbiano deciso di non incrementare ulteriormente i dazi sul nostro prodotto porterà sicuramente un clima più disteso e oggettivo. E, ci auguriamo, un riequilibrio del mercato con un prezzo all’origine più alto».
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