Maxi blitz antidroga, valanga di patteggiamenti
Pene “concordate” per 15 dei 16 imputati: al capo Hysi 4 anni e 2 mesi di reclusione. Opta per il processo il 39enne Monzo
REGGIO EMILIA. Si è trasformata di recente in realtà, al palazzo di giustizia, l’inconsueta proposta difensiva – anticipata dalla Gazzetta – e relativa ad un procedimento legato ad una delle più importanti operazioni antidroga degli ultimi anni.
Ci riferiamo alla massiccia richiesta di patteggiamento da parte di tutte le sedici persone alla sbarra, ad eccezione di una (il lucano 39enne Vincenzo Monzo) che ha puntato sul rito abbreviato.
Avallate infatti dal gup Dario De Luca le pene “concordate” dai difensori con il pm Giacomo Forte (cioè il magistrato che ha coordinato il maxi lavoro investigativo della squadra mobile). Pene che hanno tenuto conto del ruolo rivestito (e relative accuse) in questi articolati traffici di stupefacenti, ma anche dei precedenti penali e della collaborazione fornita alle indagini. Un riepilogo non semplice, a cui è stata applicato – per ogni posizione – lo sconto di un terzo previsto dal rito. Al tunisino 38enne Alì Souid la pena più alta (5 anni di reclusione e 46mila euro di multa), a seguire l’albanese 42enne Banush Hysi (4 anni e 2 mesi di carcere, nonché 20mila euro di multa), il marocchino 41enne Salah Eddine Mounir (3 anni e 4 mesi di reclusione oltre al pagamento di 15mila euro di euro), il tunisino 26enne Arafet Abdallah (3 anni e 4 mesi di reclusione, 30mila euro di multa), il tunisino 36enne Karim Bensaid (3 anni e 2 mesi di reclusione e 12mila euro di multa). Più lieve l’entità degli altri patteggiamenti, a partire dal tunisino 36enne Walid Cherif (1 anno e 8 mesi, 5mila euro di multa), il tunisino 40enne Gali Skandar (1 anno e 4 mesi, mille euro di multa), il marocchino 27enne Said Bouadili (1 anno e 4 mesi, 5mila euro di multa), il tunisino 42enne Ali Zituni (1 anno e 4 mesi, 5mila euro di multa), il tunisino 26enne Alaa Eddin Ben Saleh (1 anno e 4 mesi, 9mila euro di multa), il marocchino 39enne Hichem Wisleti (1 anno e 4 mesi, 5mila euro di multa), il marocchino 33enne Amir Mahmoudi (1 anno e 4 mesi, 3mila euro di multa), il tunisino 29enne Khaled Ben Hammar (1 anno e 1 mese, 2mila euro di multa), il tunisino 24enne Iskandar Layouni (8 mesi, 5mila euro di multa) e il marocchino 37enne Mohamed Ben Alì (6 mesi, 400 euro di multa).
A capo del sistema vi era Banush – risultava residente da poco nel palazzo andato a fuoco in via Turri 33 – in grado di spostare chili di droga, considerato un trafficante di alto livello. —
T.S.
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