Maxi dote di 44 milioni per Coop Alleanza in arrivo da Unipol
La società della banca-assicurazione mantiene le promesse La cedola destinata alla coop dei supermercati sale del 56%
REGGIO EMILIA. Coop Alleanza incasserà una cedola da 44 milioni di euro quest’anno: un balzo rispetto ai 28 milioni dell’anno prima. La partecipata Unipol, infatti, ha chiuso il 2019 con un’impennata degli utili, che hanno sfondato il miliardo di euro, così come del dividendo. Rialzi già annunciati quasi un anno fa, che hanno però superato anche le attese dei mercati. Il risultato netto è balzato infatti del 73% a quasi 1,1 miliardi di euro, aiutato anche dai 421 milioni derivanti dal consolidamento a patrimonio netto della quota del 19,9% in Bper, la banca emiliana passata sotto l’egida del colosso assicurativo partecipato dalle coop rosse che sono le maggiori azioniste di Unipol. Proprio a queste – e in primis a Coop Alleanza 3.0 – finisce in cassa il dividendo che vede un rialzo del 56% a 0,28 euro, con la possibilità, ha detto l’ad Carlo Cimbri, di nuovi ritocchi in futuro. Musica per le orecchie di Coop Alleanza, la grande cooperativa dei supermercati, primo azionista di Unipol con il 22% delle azioni, e che sta combattendo sul fronte industriale per poter aumentare le marginalità dei supermercati, sfatando un mercato stagnante e una concorrenza agguerrita. Solo per Coop Alleanza la cedola in arrivo a primavera sarà di circa 44 milioni di euro, un fiume di denaro che, come sempre, offre una stampella finanziaria al di là delle vicissitudini del carrello. Adriano Turrini, infatti, presidente della coop nata dalla fusione di Reggio, Modena e Ferrara (vale a dire di Coop Nordest, Coop Adriatica e Coop Estense), sta preparando insieme ai suoi il bilancio 2019 e il budget, con tanto di check-up rispetto al piano industriale presentato in contemporanea con la maxi perdita dell’anno scorso, che ha toccato i 289 milioni di euro. Una ferita sui conti che Turrini vorrebbe rimarginare al più presto. Ma bisogna attendere ancora per vedere se la cura in corso funziona.
Il piano prevede un ritorno del margine operativo di gruppo in positivo già dal 2019 che dovrebbe generare una crescita costante che punta a superare i 100 milioni nel 2023. Il margine della gestione caratteristica è previsto che registri anno su anno importanti miglioramenti, recuperando oltre 150 milioni di euro nel 2022 rispetto alla fine del 2018, attraverso l’incremento della produttività, la riduzione dell’incidenza dei costi della sede (raggiunti anche con gli esuberi incentivati), il miglioramento del margine commerciale e l’efficientamento della rete di vendita. Certo è che la perdita monstre del bilancio 2018 non dovrebbe ripetersi, perché in quell’esercizio era stato caricato quanto possibile per poter poi girare pagina.
C’erano le svalutazioni dei rami secchi e ulteriori accantonamenti per garantire gli allora 3,6 miliardi di prestito sociale (cifra che dovrebbe essersi poi ridotta) affidata a Coop Alleanza da 400.000 soci prestatori. Una coop da 4,8 miliardi di ricavi con un rosso record generato anche da poste non ripetibili che hanno pesato per un totale di 185 milioni sui 289 totali.
I risultati di Unipol sono stati salutati in Borsa con il titolo del gruppo bolognese che è salito venerdì del 6,42% a 5,2 euro. Anche la controllata UnipolSai, in cui sono concentrate le attività assicurative, si è messa a correre (+4,38% a 2,6 euro), grazie a un risultato normalizzato salito del 3,2% a 721 milioni (quello contabile è sceso del 31% a 655 milioni) e a un dividendo cresciuto del 10% a 0,16 centesimi. UnipolSai distribuirà così 453 milioni di dividendi, di cui 367 milioni finiranno nelle casse di Unipol, che controlla l’81% della compagnia e che a sua volta remunererà i soci con 201 milioni, dei quali quasi la metà destinati alle cooperative azioniste. —
Enrico Lorenzo Tidona
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