«Mi ha spintonata e offesa, lo denuncio». Ma il presidente dell’Anpi nega con forza
Cadelbosco Sopra, il caso ex Kis che infiamma il paese provoca un diverbio al termine del consiglio comunale tra una cittadina e Ivano Manicardi
CADELBOSCO SOPRA. Continua a far discutere l’episodio avvenuto al termine del consiglio comunale di giovedì scorso. I due protagonisti hanno un nome: Ivano Manicardi, 71 anni, attuale presidente della locale sezione Anpi e membro del Pd e Anna Barbieri, 66 anni, ex operatrice socio-sanitaria che ha lavorato per diversi anni all’ospedale Santa Maria Nuova. . Manicardi, fedele all’operato dell’amministrazione comunale – nella quale figura anche il genero Boris Soncini, assessore alla Sicurezza – non ha mai gradito le critiche che affollano la pagina Facebook “Se sei di Cadelbosco Sopra” da parte di alcune persone, dal giorno in cui è scoppiata la polemica sull’ex Kis. Anna Barbieri, dal canto suo, è una donna a cui piace impegnarsi civilmente, si interessa di ciò che succede in paese e segue spesso le varie sedute di consiglio comunale.
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«Premetto che la mia intenzione è quella di andare lunedì dai carabinieri per sporgere denuncia. Tutto è nato nello scorso 11 settembre quando, in Consiglio, ho visto l’amministrazione comunale votare per i tre atomizzatori. Mi sono allarmata – spiega Anna Barbieri – Anche perché durante il mio lavoro in ospedale ho visto cosa succede alle persone che si ammalano di tumore. Sapendo che i miei concittadini erano all’oscuro di quello che era avvenuto in Consiglio, sulla pagina “Se sei di Cadelbosco Sopra” ho scritto una mia opinione che poi è stata condivisa da tanti altri cittadini».
La cittadina spiega di aver partecipato a tutti gli eventi pubblici in cui si è parlato dell’impianto. «In tutte mi trovavo sempre Manicardi seduto vicino. In quella del 9 novembre Manicardi mi ha fermato dicendomi: “Lei donna di sinistra si manifesta contro lo sviluppo del nostro territorio!”. Io non sono contro l’insediamento di nuove industrie ma per quel tipo di fabbrica, sì – chiarisce – Manicardi mi ha risposto che anch’io inquinavo solo perché andavo a lavorare in auto».
Sull’episodio finito al centro delle polemiche, racconta: «Ero seduta tra il pubblico con mio marito e finito il consiglio è venuta a salutarci l’assessore Esposito. Poi mio marito è andato a salutare Zani e io mi sono messa di fianco. Ad un certo punto è arrivato Manicardi urlandomi “Devi smettere di scrivere” e mentre urlava mi spintonava. Mio marito si è messo in mezzo per dividerci e poi il sindaco Bellaria ha preso Manicardi per un braccio e l’ha accompagnato fuori dall’aula consiliare. Ho sentito che mi ha dato anche della poco di buono». «Anche sabato scorso Manicardi, vedendomi in centro ha gridato “Vai vai che ti stanno aspettando! Vai dal tuo comitato Aria pulita aria sporca”. Non sto vivendo bene. In aula ho pianto, ma nessuno si è avvicinato».
Ivano Manicardi, presidente Anpi, nega nel modo più assoluto di aver spintonato la signora e tanto meno di averla offesa.«È tutta una montatura fatta ad arte – sottolinea – Una vera e propria macchina del fango per screditarmi e per criticare l’operato dell’amministrazione comunale. Giovedì sera, a fine Consiglio, mi sono avvicinato alla signora per dirle che non le avrei più permesso di scrivere certe cose contro il sindaco e la sua giunta. Non le ho detto altro! Non ho mai sopportato commenti spietati che chiedevano le dimissioni del primo cittadino, insultavano gli assessori. Frasi che andavano oltre il normale dibattito tra maggioranza e minoranza. In un post su Facebook, il pomeriggio di giovedì, la signora aveva offeso la mia famiglia. Il post poi è stato rimosso. Improvvisamente il marito mi ha urlato “Stai lontano da mia moglie”. E non mi sono mai permesso di darle della “poco di buono”». E Manicardi, sull’ex Kis ribadisce: «Ma se un’azienda ha le carte in regola perchè dire di no?».
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