Gazzetta di Reggio

Reggio

i disagi di studenti e pendolari 

La grande promessa: il treno con l’elettricità

A.M.
La grande promessa: il treno con l’elettricità

Da decenni si parla di abbandonare le vecchie motrici diesel Per ora su alcuni tratti i tralicci giacciono senza cavi

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Il refrain della metropolitana di superficie come soluzione – in un tempo indefinibile – dei mali del trasporto pubblico reggiano è associato a un’altra parola d’ordine che ormai sconfina nella mitologia: elettrificare.

Da anni le singole famiglie degli studenti, i comitati dei pendolari e, più in generale, tutti coloro che in modo continuativo si servono dei treni locali reggiani, lamentano situazioni insostenibili in fatto di ritardi, soppressioni di corse e condizioni disagevoli del trasporto. All’interno delle giustificazioni più o meno convincenti, si ritrova sempre la stessa rassicurazione: “Comunque stiamo per elettrificare la linea”.

Due le considerazioni. In primo luogo di elettrificazione si parla da almeno un ventennio e ancora non si è visto circolare sui binari reggiani nemmeno un treno elettrico; in secondo luogo non è ben chiaro come un treno elettrico debba necessariamente essere più puntuale di uno che si muove con un motore diesel.

C’è stata un’epoca in cui qualcuno deve averci creduto davvero, al punto che esiste un tratto di linea lungo il quale sono stati posizionati i tralicci per l’alimentazione delle motrici elettriche. Alla stazione di Bagnolo (che doveva essere uno dei capolinea di quella famosa metropolitana di superficie con l’altro terminale al San Lazzaro) tutto questo è ben visibile. I cavi ci sono, manca solo il treno.

Nemmeno Frecciarossa e Italo – che pure viaggiano con l’elettricità e che camminano a 300 all’ora – sono immuni dai ritardi, come ben sa chiunque giri l’Italia in treno. Il problema è piuttosto di infrastrutture, di reale interesse a investire su questo tipo di trasporto senza creare doppioni con gli autobus.

Non esistendo nel parco mezzi delle linee reggiane alcuna motrice elettrica, è chiaro che l’elettrificazione comporterebbe la necessità di acquistare materiale rotabile (cioè motrici e vagoni) completamente nuovo. E questo avrebbe in effetti una ricaduta positiva di tutta evidenza, con studenti e operai non più costretti a muoversi (non sempre, ma spesso) su trenini vecchi e stravecchi, non confortevoli e spesso soggetti a guasti. Si tratterebbe di una spesa molto ingente, al punto da dubitare che possa essere affrontata tutta in una volta e in tempi celeri, sempre ammesso che vi sia una reale volontà di ammodernare una volta per tutte queste linee.

Se anche il treno riuscisse a muoversi un po’ più velocemente, resterebbero comunque irrisolti problemi di fondo, come quelli delle infrastrutture circostanti, quelle che davvero possono rendere appetibile la ferrovia rispetto alla strada. È stata promessa una soluzione, ma al momento le attese troppo lunghe e pericolose al passaggio a livello di Barco sono ancora lì. Così come resta un problema la difficile (o quasi impossibile) fruizione di alcune fra le stazioni delle frazioni. E il treno i passeggeri non può andarseli a prendere a domicilio. —

A.M.

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google