Più che una stazione quella di Bagnolo è una fortezza assediata
bagnolo. Se le cose non stanno benissimo a un capo della “metropolitana di superficie” – al San Lazzaro, dove la stazione da tre binari che accoglie cinque treni al giorno è circondata da orti e plastica –, stanno anche peggio all’altro capo, cioé alla stazione di Bagnolo, una fra le più importanti della linea Reggio-Guastalla.
In questo momento la struttura non è nemmeno definibile un cantiere, quanto una struttura fatiscente completamente circondata dalle transenne e sormontata da un tendone che fa le veci del tetto; perché un tetto vero e proprio non c’è più. In altre parole si tratta di un immobile inaccessibile che non pregiudica l’accesso ai treni ma che dà l’idea di una infrastruttura allo sfacelo. Anche i tralicci della linea di alimentazione elettrica – quando mai nessun treno elettrico è passato da quelle parti – non danno una buona immagine.
Girando attorno alla stazione, in un angolo si scopre una telecamera di nuova generazione. Sotto c’è un cartello che spiega che è stata messa lì per la videosorveglianza, in un piano di riqualificazione. Sarà... —
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