Gazzetta di Reggio

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carpineti, il processo 

Agricoltore alla sbarra per il grave infortunio subìto da un dipendente

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CARPINETI. Ai primi d’agosto del 2014 il dipendente di un’azienda agricola carpinetana – cioè un marocchino trentenne – era rimasto seriamente ferito mentre stava caricando della legna su un carro agricolo: essendo il terreno scosceso, il nordafricano era rimasto schiacciato dal cassone di ferro.

Un infortunio sul lavoro che causava gravi lesioni al dipendente in entrambe le gambe (interessate tibia e perone). A causa di quell’incidente, per un anno il dipendente non era più riuscito a lavorare. Per lesioni gravi colpose è finito sotto processo – in tribunale a Reggio Emilia, davanti al giudice Stefano Catellani – il titolare dell’azienda agricola (difeso dall’avvocato Nino Ruffini). L’agricoltore è presente in aula, come pure l’ormai ex dipendente marocchino che si è costituito parte civile tramite l’avvocato Marcello Fornaciari. In udienza depone un elettricista che quel giorno – di prima mattina – aveva compiuto un sopralluogo per visionare l’impianto fotovoltaico. Ricorda d’aver visto il nordafricano al lavoro nella stalla, per poi specificare che quando se n’era andato dopo l’intervento («Avevo solo sostituito due fusibili»), lo zio del titolare dell’azienda agricola stava tagliando della legna, aiutato da altre due persone. Una cosa per lui assodata, perché sottolinea che lo zio era da sempre un legnaiolo, mentre il nipote si occupa di bestiame e latte prodotto. E su questo punto la difesa rimarca – a fine udienza – come vi sarebbe stato un equivoco: il dipendente si era infortunato lavorando per la ditta dello zio: «Il mio assistito non c’entra». Si torna in aula a maggio. —

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