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Barista preso a pugni per un rimprovero

Daniela Aliu
Barista preso a pugni per un rimprovero

È stato il genitore del ragazzino richiamato per il suo comportamento ad aggredire l’uomo: prognosi di 15 giorni

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SANT’ILARIO. Quindici giorni di prognosi per un barista di Sant’Ilario aggredito con ferocia nel suo bar da un genitore. È accaduto giovedì alle 13.15 quando, per l’ennesima volta, il barista ha richiamato l’attenzione di un gruppetto di una decina di ragazzi che, uscendo a quell’ora dalle scuole medie, facevano comunella davanti al bar. Secondo l’uomo, quei ragazzini, di età compresa tra i 12 e 14 anni, si stavano facendo notare con spintoni, urla, parolacce e prendendo in giro i più deboli. Di fronte all’ennesima scena, il barista è intervenuto rivolgendosi a uno dei ragazzi che se la stava prendendo con un coetaneo, invitandolo a non sostare più davanti al suo locale. Il ragazzo, minorenne, avrebbe preso a male parole il barista e, di fronte all’invito di non sostare più davanti al locale, avrebbe risposto: «Tanto faccio quello che voglio, non puoi rimproverarmi». E avrebbe chiamato il padre col cellulare. Il barista – che aveva il locale pieno di clienti – non si aspettava l’arrivo del genitore infuriato.

Quest’ultimo, residente a Sant’Ilario, secondo il barista è entrato nel locale chiedendo a voce alta spiegazioni al barista, davanti ai clienti. A quel punto il barista ha invitato il padre del ragazzo a uscire dal locale per chiarire l’accaduto, a voce bassa e accompagnandolo alla porta laterale. In pochi secondi, il genitore infuriato lo avrebbe colpito con due pugni in faccia, insultandolo e colpendolo anche con calci e spintoni. Questo perché non avrebbe dovuto rimproverare il figlio, giustificandolo per il comportamento sostenendo che «tanto è un ragazzo».

«I suoi occhi spalancati contro mio marito non li scorderò mai», confida la moglie del barista, ancora sconvolta per l’accaduto. Il barista è stato medicato all’ospedale Franchini di Montecchio. È stato dimesso con una prognosi di 15 giorni. L’uomo, molto noto e stimato in paese, chiede di mantenere l’anonimato e racconta: «Voglio lavorare tranquillo nel mio bar, questo è il mio posto di lavoro. Non si può vedere una scena del genere, ragazzi che rispondono male solo per un invito a fare i bravi. Per fortuna c’era mia moglie».

Dopo l’accaduto, il barista ha chiuso il bar per alcuni giorni e si è recato in caserma a raccontare l’accaduto. Le telecamere interne hanno ripreso la scena e sono in mano ai militari. Anche l’amministrazione comunale si è mossa in questi giorni con una serie d’incontri, anche sui recenti atti di vandalismo in paese. «Sono fatti che non devono accadere, ma io ho fiducia nelle autorità locali e nei carabinieri», conclude il barista. —

Daniela Aliu

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