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le varianti urbanistiche 

Il Comune rilancia lo stop ai nuovi centri commerciali

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REGGIO EMILIA. Cancellazione di oltre 2.300 nuovi alloggi e 46.000 metri quadrati di superficie di vendita fuori dal centro storico. Il Comune completa l’operazione “salva-suolo” presentando due varianti al Regolamento urbanistico ed edilizio (Rue) e al Piano strutturale comunale (Psc) che, una volta varate dal consiglio, completano le azioni intraprese nello scorso mandato. Si tratta della variante al Rue per incentivare la Rigenerazione Urbana e il contrasto ai cambiamenti climatici, e di quella che stoppa la nascita di nuove di nuove gallerie commerciali e cancella oltre 46mila metri quadrati di superficie di vendita. Con il percorso fatto fin qui oltre il 95,4% degli interventi edilizi a Reggio è oggi relativo al recupero di immobili esistenti, mentre solo il 4,6% è di nuova costruzione, dei quali quasi i due terzi per dare risposta a esigenze di ampliamento produttivo di aziende insediate sul territorio. Sistemate le ultime due varianti si aprirà la strada verso il nuovo piano urbanistico generale (Pug) che verrà elaborato nel 2020. La prima delle due varianti «estende a tutto il territorio comunale le normative virtuose introdotte, nel corso degli ultimi cinque anni, per alcune zone della città al fine di incentivare ed accelerare i processi di rigenerazione urbana». Nello specifico la variante prevede una detrazione fiscale al bando facciate nazionale. Inoltre ci sono norme per la tutela dei 48 centri storici minori presenti in frazione e per le ville di pregio e progetti specifici per rigenerazione della via Emilia e di via Gramsci. La variante riguarda anche l’estensione al Villaggio Crostolo, a Corte Tegge e Prato-Gavassa dei benefici introdotti nel 2015 per il Parco di Mancasale. E ancora si estendono a tutta la città le norme per processi di rigenerazione ampliando la tipologia di interventi di recupero dell'esistente.

Ci sono novità nella lotta ai cambiamenti climatici, come il potenziamento dei corridoi ecologici favorendone la continuità anche nel territorio urbanizzato, individuando oltre due milioni e 180.000 metri quadrati di nuove aree che dovranno essere mantenute a verde profondo, in cui sarà impedita la costruzione.

La seconda variante riguarda la riduzione delle previsioni commerciali fuori dal centro e lo stop a nuove gallerie commerciali. Per poter infatti sostenere con efficacia l’idea del centro quale unico centro commerciale naturale l’amministrazione ha deciso di tagliare le previsioni nel resto della città. La variante al Psc prevede, a tal fine, di stralciare oltre 46.000 metri quadrati di superficie di vendita (pari a circa 18 nuove grandi strutture commerciali) nelle aree esterne al centro, escludendo la possibilità di realizzare nuove aggregazioni di commercio di vicinato, ovvero le cosiddette gallerie commerciali. Si prevede infine di consentire l’attuazione delle previsioni solo a fronte delle verifica della capacità trasportistica degli assi viari che servono i nuovi insediamenti, nonché di raddoppiare il contributo economico a favore del piccolo commercio in centro, richiesto alle nuove medie e grandi strutture di vendita. —

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