L’appello di Galli e Monica alla Commissione legalità
Il Gruppo di discontinuità ne chiede l’intervento per ottenere gli atti pubblici che il Comune non consegna Lettera a don Ciotti e Borsellino
Brescello. Una richiesta d’intervento alla Commissione legalità e un invio per conoscenza a Don Ciotti e a Salvatore Borsellino.
È l’ultima azione compiuta dal Gruppo di discontinuità, che da diversi mesi ha avviato con il Comune un braccio di ferro relativo a una richiesta di atti non ancora ottemperata. Nella speranza di sbloccare la situazione, Lorella Galli e Paolo Monica si sono rivolti alla Commissione per la legalità del Comune di Brescello composta, tra i tanti soggetti che ne fanno parte, anche da Istituto Cervi, Agende Rosse, Anpi, Cgil, Cisl e Uil e Libera.
«Non ci rivolgiamo alle minoranze presenti in consiglio comunale – si legge nella lettera inviata dal Gruppo – perché dovrebbero farsi carico dei problemi che noi segnaliamo da tempo senza che venga loro richiesto, ma ci rivolgiamo a quelle sigle, istituzioni e associazioni che fanno parte della Commissione per la legalità e che hanno come finalità il perseguimento della legalità. Abbiamo fatto presente al Comune la situazione disordinata, a nostro avviso, della sezione “Amministrazione trasparente” che non viene integralmente aggiornata e che non consente una facile ricerca degli atti e delle informazioni, con una limitazione quindi della trasparenza e di conseguenza della legalità».
«Vi vogliamo dire – prosegue la nota – che gli eventi che vengono proposti come presentazione libri o spettacoli teatrali, sono sicuramente interessanti, ma in un paese con il passato e il presente di Brescello, a nostro avviso, ciò che organizzate, se non è accompagnato dal controllo dell’attività amministrativa comunale, risulterà totalmente inefficace e a unico beneficio dell’immagine degli amministratori comunali. Le disposizioni legislative auspicano, da parte dei cittadini, partecipazione e forme diffuse di controllo, perché la trasparenza e la legalità di un ente pubblico uscito da un commissariamento non si misura con gli eventi proposti, ma con la messa in pratica di ciò che viene detto durante questi eventi e, di conseguenza, il rispetto della trasparenza e delle leggi da parte dell’amministrazione comunale».
«A noi sembra – concludono Galli e Monica – che una Commissione per la legalità come quella di cui fate parte, non potrà contribuire ad assicurare il rispetto della trasparenza e della legalità a Brescello, perché non è indipendente, essendo istituita dall’amministrazione comunale e presieduta dalla sindaca e pensiamo che sareste più efficaci, compresi e apprezzati dai cittadini se non ne faceste parte e operaste in autonomia, in particolare Libera e Agende Rosse. Per questo motivo abbiamo scritto per conoscenza anche a Don Ciotti e a Salvatore Borsellino». —
A.V.
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