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cadelbosco, ALLA FINE DELL’ASSEMBLEA SULLA KIS 

Presunta aggressione, denunciato Manicardi

Mauro Pinotti
Presunta aggressione, denunciato Manicardi

Anna Barbieri contro il presidente Anpi. E spunta una lista di proscrizione: «Convocata dai carabinieri per le mie opinioni»

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CADELBOSCO SOPRA. Anna Barbieri, 66 anni, ex operatrice sociosanitaria in pensione, ha denunciato Ivano Manicari, presidente dell’Anpi locale e membro del direttivo Pd di Cadelbosco Sopra, per l’episodio avvenuto giovedì sera, a fine consiglio comunale. Secondo la sua versione dei fatti, è stata spintonata e presa a male parole da Ivano Manicardi, pertanto si è rivolta al proprio legale per presentare una querela.

La documentazione verrà inoltrata nei prossimi giorni ai carabinieri. «Sono passati diversi giorni da quel brutto episodio che mi ha visto, mio malgrado coinvolta – racconta Anna Barbieri –. Mi aspettavo, quantomeno, delle scuse da parte di Manicardi che, a quanto pare, non sono arrivate, per cui ho deciso di querelarlo. Io sono barricata in casa perché ho paura di incontrare questo signore in giro per il paese, di sentirmi minacciata e offesa. Io voglio vivere. Sono grata a quelle persone che, giovedì sera, a fine consiglio, sono intervenute assieme a mio marito per difendermi, ma nello stesso tempo sono delusa da chi, rappresentando una carica istituzionale, non si è avvicinato, mentre ero seduta in piena crisi di pianto, per sapere come stavo o per un bicchiere d’acqua. Inoltre, mi dispiace doverlo dire, ma il comunicato dell’amministrazione comunale mi ha umiliato e ferito ancora di più prendendo le distanze e definendo “un diverbio” una reale aggressione».

Anna Barbieri rivela un altro particolare relativo alla convocazione in caserma, da parte del comandante dei carabinieri di Cadelbosco Sopra, per alcuni post di protesta pubblicati su Facebook in relazione alla fabbrica di Zurco. «Il 28 dicembre scorso – racconta Anna Barbieri – c’erano due consigli comunali: uno a Cadelbosco Sopra e l’altro a Bagnolo in Piano. Mio marito è rimasto a Cadelbosco dalle 8 alle 13, io sono arrivata poco dopo le 10. Poi nel pomeriggio siamo andati a Bagnolo perché doveva essere approvata una mozione sui pericoli dell’inquinamento di una ceramica che doveva nascere a pochi chilometri. Alle 16 di quel pomeriggio mi è arrivata la telefonata del comandante dei carabinieri. Per un attimo ho avuto paura che fosse successo qualcosa, ma poi ho capito che si trattava d’altro. Ho preferito incontrare di persona il comandante, il quale mi ha parlato di un “elenco di persone”, nel quale c’era anche il mio nome, inviato da non si sa chi, nel quale si faceva presente che con i nostri post su Facebook avremmo potuto istigare cittadini ad atti di vandalismo. Ma io, donna di 66 anni, pensionata, chi avrei istigato? Il comandante mi ha tranquillizzato perché, secondo la sua opinione, nei miei post, non si configuravano reati. Col senno di poi – conclude – ho realizzato che qualcuno ci voleva intimidire. Forse, la mia unica colpa è stata quella di aver espresso preoccupazione sulla nascita di tre atomizzatori, sentita nel consiglio comunale dello scorso 11 settembre e di aver sensibilizzato il paese, assieme al gruppo di opposizione “Cadelbosco per tutti”, sulla vicenda ex Kis, e sui possibili rischi ambientali». —

Mauro Pinotti

© RIPRODUZIONE RISERVATA M.P.

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