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Reggio Emilia, trova un portafoglio ma chiede cento euro per restituirlo: ora è accusato di estorsione

Tiziano Soresina
Reggio Emilia, trova un portafoglio ma chiede cento euro per restituirlo: ora è accusato di estorsione

Per il pm l’uomo va condannato: «È un’estorsione al proprietario». La difesa: «Nessuna minaccia, voleva solo la ricompensa»

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REGGIO EMILIA. Solo un’insistente (fin troppo) richiesta di una ricompensa, oppure si trattò di una vera e propria estorsione ai danni di chi aveva perso quel portafoglio il 23 settembre di tre anni fa?

Una vicenda controversa, emersa ieri mattina in tribunale. L’imputato è un operaio egiziano 47enne che trova per terra, in zona-stazione ferroviaria, un portafoglio. Dentro non vi sono soldi, ma il permesso di soggiorno e una carta Postepay. Sono intestati a un ghanese 29enne, con i documenti in regola per stare nel nostro territorio.

Quando avviene il rinvenimento l’egiziano è insieme a un amico che dice di conoscere il proprietario del portafoglio e gli fornisce subito il numero di telefono per contattarlo. Ed è da questo momento in avanti che la storia sfocia in una denuncia. Perché l’operaio comincia a tempestare di telefonate (una decina) il giovane ghanese: lo mette al corrente che ha lui il suo portafoglio con il relativo contenuto, ma per restituirglielo vuole cento euro.

Se non paga, addio portafoglio. Un atteggiamento che spinge il ghanese – sempre più infastidito – a rivolgersi ai carabinieri. E viene così architettata con i militari la “trappola”: il giovane solo apparentemente si piega e chiede un incontro per pagare e riavere portafoglio. All’appuntamento – il 25 settembre – piombano anche i carabinieri nel momento in cui l’egiziano riceve i cento euro. Ha il portafoglio nascosto in un calzino. Il nordafricano non viene arrestato, ma per lui scattano due accuse: estorsione e ricettazione del portafoglio.

In udienza il ghanese dice di non essersi sentito comunque minacciato in quelle telefonate, comunque il pm Giulia Stignani chiede una severa condanna: 4 anni e mezzo di carcere. «L’estorsione presuppone minaccia o violenza, anche implicite – dice nell’arringa l’avvocato difensore Franco Beretti – elementi in questo caso inesistenti. Ha solo tentato di ottenere un vantaggio dal ritrovamento. E poi se trovi un portafoglio smarrito non c’è nemmeno la ricettazione. Il mio assistito va assolto». Vedermo cosa deciderà il giudice Chiara Alberti.

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