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Troppo pochi i candidati “promossi” da rifare il concorso in Comune

Cristina Orsini
Troppo pochi i candidati “promossi” da rifare il concorso in Comune

Era per due posti di istruttore culturale a tempo pieno. Alle preselezione si sono presentati in 155, sono passati in 3

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Guastalla. Concorso pubblico da rifare per numero praticamente irrilevante di candidati “promossi”.

È successo anche questo. Ed è accaduto al Comune di Guastalla dove, nelle preselezioni – quel passaggio che anticipa le prove vere e proprie dei concorsi e che serve a scremare il numero di partecipanti – su 155 candidati seduti sui banchi, sono riusciti a dare un numero sufficiente di risposte giuste solo in tre: Irene Aliatis, Elena Valli e Mauro Zecchi. Quindi, prova annullata e da rifare.

«Il nostro obiettivo – spiega la sindaca Camilla Verona – non era solo assumere due impiegati a tempo indeterminato, ma anche quello di creare una graduatoria con un numero consistente di nominativi, per poi accedervi nel caso di altre assunzioni, senza dover rifare procedure lunghe e dispendiose. Inoltre, con tre soli candidati, che comunque avrebbero dovuto affrontare le prove successive, c’era il rischio di non riuscire nemmeno a trovare le due persone da assumere».

Andiamo con ordine. Il concorso, la cui preselezione si è svolta il 6 febbraio scorso, era per l’assunzione a tempo indeterminato, appunto, e pieno di due istruttori culturali di categoria C, che di solito è quella nella quale ricadono i tecnici diplomati.

Un concorso che aveva suscitato l’interesse di molti, tanto è vero che le domande di partecipazione, arrivate in Comune, sono state 319, e in 155 si sono presentati alla prova. «Non sappiamo bene cosa sia accaduto – prosegue Verona – se le domande scelte dalla commissione fossero troppo difficili o se i criteri di giudizio fossero troppo stringenti; fatto sta che solo in tre sono riusciti a superare il limito minimo di risposte esatte fissato in 21 su 30. Ma ci sono state tante persone che hanno sbagliato tutte le domande».

Questionario a crocette, dunque, con risposte chiuse; un’ora di tempo, 30 domande, 24 delle quali prese dal Testo unico degli enti locali, tre di biblioteconomia e tre di storia locale: questo è stato il test affrontato dai candidati. Per giudicare il quale la commissione ha utilizzato questi criteri: un punto in più per ogni risposta esatta; un punto in meno per ogni risposta sbagliata; mezzo punto in meno per ogni risposta mancata. Stop. «A questo punto – prosegue la sindaca – convocheremo una nuova preselezione, destinata esclusivamente ai 155 candidati che si sono presentati il 6 febbraio e vedremo come andrà». Non prima, però, di aver abbassato il livello di difficoltà delle domande e aver alleggerito i criteri di selezione, come spiega la comunicazione pubblicata sul sito del Comune il 14 febbraio, che riconvoca il pattuglione dei non ammessi e i tre “promossi” («anche loro dovranno ripetere la prova – spiega Verona – e senza alcuna corsia di marcia preferenziale»), per giovedì 5 maggio alle 11, al centro I Maggio di via Castagnoli. Le prove successive, scritta e pratica e, infine, l’orale si terranno il 12 e il 20 marzo. E “io speriamo che me la cavo”. —

Cristina Orsini

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