Arrestata la banda dei ladri di Natale In soli nove giorni razziarono 15 case
I carabinieri di Reggio e Rubiera arrestano i due malviventi Da Codemondo partivano per rubare nelle abitazioni
Dalla base operativa di Codemondo partivano al calar della sera, dopo le 18, e stavano fuori l’intera nottata compiendo furti fotocopia in abitazioni, sempre a volto coperto perché agivano anche con i proprietari all’interno delle case.
Tant’è che, durante uno dei loro furti, si sono imbattuti nei derubati. Sono una quindicina i colpi finora attribuiti – in città, in provincia e perfino nel Mantovano – a due albanesi che hanno provocato grande preoccupazione a ridosso del Natale scorso, quando si è registrata un’impennata di casi di abitazioni depredate.
Ora, dopo una lunga indagine, i carabinieri di Rubiera e della compagnia di Reggio Emilia hanno arrestato Mario Kishta, 21 anni, residente in provincia di Cremona, e di Isuf Fisti, 32enne senza fissa dimora.
Entrambi dovranno rispondere dei reati di furto aggravato e continuato nonché ricettazione, per la quantità di refurtiva trovata nei due appartamenti che avevano preso in affitto a distanza di pochi metri l’uno dall’altro. L’indagine ha preso il via nel tardo pomeriggio del 17 dicembre quando le telecamere dei varchi comunali di Rubiera hanno registrato l’ingresso di una Ford Kuga, risultata rubata in un furto in casa consumato a Sant’Ilario d’Enza tre giorni prima.
Poiché quella sera erano stati messi a segno diversi colpi in abitazioni di Rubiera i carabinieri, ipotizzando che l’auto fosse stata utilizzata dai ladri, hanno seguito la macchina nei suoi spostamenti riuscendo a risalire all’autista (Kishta) e al passeggero a bordo, collegando così i loro percorsi con le razzie. Tra il 17 e il 25 dicembre i due connazionali hanno depredato case a Reggio, Rubiera, Montecchio, Bibbiano e Viadana, agendo in modo sistematico: rimuovevano la serratura della porta o si arrampicavano, entravano e arraffavano qualsiasi oggetto di valore senza curarsi della presenza dei proprietari.
L’attività investigativa e gli indizi raccolti sono stati confermati dalle perquisizioni. A casa dei due i militari dell’Arma hanno trovato di tutto: elettrodomestici (aspirapolveri Dyson e Stirelle), gioielli in oro (perfino monete da collezione), tre Rolex, profumi, videogiochi e contante, nonché strumenti per lo scasso.
Una scoperta che ha indotto il gip a emettere a carico dei due un’ordinanza di custodia cautelare, eseguita ieri mattina. Le impronte digitali indicano che si tratta di persone conosciute alle forze dell’ordine, anche se tante volte hanno dato nomi falsi.
Ora le indagini all’Arma proseguono per stabilire se ai complici possano essere attribuiti altri furti e se nei loro confronti risultino pendenze penali. —
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