Crisi Goldoni Arbos, i lavoratori chiedono il ritiro del concordato
La Fiom Cgil a fianco di 240 dipendenti: «Non escludiamo azioni di lotta» L’azienda, acquisita da una multinazionale cinese, ha un portafoglio clienti attivo
RIO SALICETO. «La richiesta avanzata al tribunale rappresenta una rottura netta rispetto al percorso più volte annunciato; che parte dall’assolvimento degli impegni verso i fornitori dal mese di gennaio e la progressiva ripresa a pieno della produzione, a partire dagli ordinativi esistenti». Così afferma Angelo Dalle Ave della Fiom Cgil, che sta seguendo da mesi l’evolversi della crisi alla Goldoni Arbos, azienda alle porte di Rio Saliceto, al confine con Migliarina di Carpi, che occupa circa 240 lavoratori. Accanto al sito produttivo c’è anche la Arbos, che si occupa di progetti, nella quale lavorano altri 50 dipendenti. C’è poi anche la Matermac di Pordenone, in Friuli, che fa sempre parte del gruppo Goldoni Arbos della multinazionale cinese Foton Lovol Heavy industry Ltd, con 100 dipendenti.
Queste ultime due realtà non sono coinvolte nel concordato. Sembra invece precipitare la situazione alla Goldoni Arbos, dato che nell’incontro di venerdì 14 con la Rsu e la Fiom di Carpi la direzione aziendale ha comunicato che, la settimana prima, l’azienda ha depositato al Tribunale di Modena l’avvio di una procedura concorsuale di concordato preventivo.
«Chiediamo il ritiro immediato di tale procedura – rileva Dalle Ave – perché ha il solo scopo di scaricare sui fornitori creditori (già coinvolti nel primo concordato del 2015) ulteriori oneri e comprometterà ancora i rapporti, oltre ad avere conseguenze negative sui posti di lavoro nell’indotto e ripercussioni sull’organizzazione della produzione. La situazione è aggravata dall’assenza di ammortizzatori sociali, cancellati dalle normative introdotte nel 2015 dal Jobs Act. Gli ammortizzatori sono stati esauriti nella precedente crisi e hanno consentito il passaggio di proprietà nel 2016, la salvaguardia dello stabilimento e dell’occupazione. Su questo punto sono in corso contatti con il ministero del Lavoro per attivare un ammortizzatore in deroga».
In un’assemblea dei lavoratori, svoltasi lunedì, è stato votato un ordine del giorno in cui è stato chiesto il ritiro immediato della procedura concorsuale, la continuità produttiva, il pagamento dei fornitori e la convocazione di un tavolo istituzionale per affrontare la situazione. Nel pomeriggio in municipio a Carpi si è svolto un incontro interlocutorio con i sindaci Albeto Bellelli di Carpi e Lucio Malavasi di Rio Saliceto.
«Non escludiamo altre iniziative di lotta – ha concluso Dalla Ave –. Domani in videoconferenza si svolge una riunione del Cda. Sentiremo poi cosa avranno da comunicarci. Certamente non era così che doveva evolversi la vicenda a fronte del piano industriale che era stato proposto a ottobre 2019. Pensiamo esistano alternative: l’azienda ha un portafoglio attivo». Lucio Malavasi segue da vicino la vertenza: «Abbiamo coinvolto la Regione Emilia Romagna. Attendiamo la nomina del curatore del concordato per capire gli spazi di manovra». —
M.P.
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