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Dalla Manodori 250mila euro destinati al welfare e ai giovani

Roberto Fontanili
Dalla Manodori 250mila euro destinati al welfare e ai giovani

Presentato il bando Welcom dedicato a progetti di rilevanza sociale sul territorio Per concorrere è necessario iscriversi entro l’11 marzo e partecipare ai laboratori

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Sostenere le fragilità sociali e le nuove povertà, oltre a un’attenzione particolare ai giovani e agli adolescenti, sono i tre capisaldi del bando WelCom da 250mila euro della Fondazione Manodori. La nuova iniziativa è stata presentata ieri dal presidente della Fondazione, Romano Sassatelli, e dal segretario generale Riccardo Faietti in un incontro nel corso del quale sono stati illustrati tutti i bandi che saranno emessi dalla Manodori, analizzato anche lo stato di salute dell’Ente.

Per partecipare al bando WelCom 2020 è necessario iscriversi entro l’11 marzo. Subito dopo partiranno i laboratori che si terranno nei mesi di marzo e aprile, da cui usciranno i progetti selezionati. Per essere finanziati dovranno essere “a rete” e realizzati da almeno il 30% dei partecipanti ai laboratori.

A fianco di WelCom sono stati anticipati anche i contenuti di altri due bandi: “Con i bambini”, che interviene sulla povertà educativa (e che sarà emanato a breve) e “Cresco”, che supporta l’accesso al credito di percorsi che abbiano una forte ricaduta sociale, che sta invece proseguendo il suo percorso.

Proprio la ricaduta sociale dei fondi messi a disposizione della comunità è stato il filo conduttore delle riflessioni di Sassatelli, che ha sottolineato come «i progetti nascono dal dialogo e dal confronto tra le realtà del territorio, cercando idee per affrontare difficoltà non sempre espresse».

Mentre è stato Faietti a rimarcare che «i bandi proposti hanno l’obiettivo di generare nuove risorse umane ed economiche, oltre a stimolare la comunità a prendersi cura di se stessa».

Per quanto riguarda il bando WelCom, sono tre i filoni su cui presentare i progetti.

Il primo riguarda il welfare di comunità, che ha l’obiettivo di tutelare le persone più vulnerabili. Il secondo invece è rivolto alle periferie e ai territori delle zone montane, dove spesso si registra una bassa densità abitativa che genera il rischio di perdere l’identità e la coesione sociale di intere comunità.

Più innovativo infine il terzo filone su cui saranno indirizzati i laboratori, che guarderanno al pianeta giovani e agli adolescenti che non studiano e non lavorano, i cosiddetti “neet”.

Ma con WelCom verrà per la prima volta esplorato anche un fenomeno nuovo, quello dei giovani che hanno parenti in condizioni di fragilità e di malattia. Come nel caso di immigrati di seconda o terza generazione, ma non solo, che stanno ancora studiando o che si sono da poco affacciati sul mondo del lavoro e che si trovano a dover aiutare e assistere persone fragili, come possono essere genitori malati o nonni, e contemporaneamente studiare o lavorare.

«Dal 2016, attraverso il progetto WelCom – ha poi concluso il presidente della Manodori – sono stati finanziati 11 progetti e coinvolti 94 soggetti, con la Fondazione che ha contribuito con 992mila euro, mentre i cofinanziamenti sono stati 400 per un totale di circa 1,9 milioni di euro messi in circolo. Per il contrasto all’abbandono scolastico, la Manodori ha messo a disposizione, attraverso un fondo nazionale, 2.448.678 euro, di cui quasi un milione di euro utilizzati a Reggio».

Infine, per quanto riguarda il bando Cresco che ha una dotazione di 500mila euro, grazie al rapporto con altri enti ha generato una capacità di erogare contributi per oltre 2 milioni di euro. —





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