Il sovrappasso di Villa Cella sarà “rivestito” con tessuti
REGGIO EMILIA. L’ecomostro si vestirà di stoffe-graffiti fatte a maglia: e chissà che non risulti esteticamente accettabile. È l’ultima novità del sovrappasso di Cella, struttura quanto mai contestata ed entrata nella storia della cronaca locale come uno dei dieci progetti di lavori pubblici bloccati nel limbo dell’eterna attesa.
L’infrastruttura, pensata per consentire ai pedoni di scavalcare e aggirare in altezza la pericolosa via Emilia che divide in due l’abitato della frazione, non è mai stata utilizzata. O quasi.
Davanti alle catenelle che da anni ormai chiudono i varchi dell’opera sproporzionata, nel tempo sono state azzardate tante ipotesi, che non hanno mai avuto seguito per un semplice motivo: è antieconomico.
Come hanno dichiarato gli amministratori che si sono susseguiti, l’abbattimento e lo smaltimento del sovrappasso costerebbe troppo; meglio lasciarlo così com’è.
«In passato sono state avanzate tante proposte, non concretizzatesi: eppure per la comunità di Villa Cella il sovrappasso è ormai divenuto un’opera identitaria, tanto che un gruppo di cittadini si è fatto avanti per decorarlo e per “addobbare” la piazzetta sottostante con un’azione di urban knitting (i tessuti lavorati all’uncinetto che in diversi Comuni già rivestono i tronchi degli alberi, ndr). Un’idea dal basso per valorizzare l’esistente», annuncia l’assessore Valeria Montanari.
I promotori dell’iniziativa sono il circolo Arci Cella, l’associazione Le Farfalle, la scuola primaria e il volontariato parrocchiale.
«L’intenzione dei cittadini è di decorare le panchine, i cestini e le piante della piazzetta per poi salire verso l’alto del sovrappasso. Sono già state fatte alcune prove», conclude Montanari. —
Am.P.
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