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Rissa all’Isolato S.Rocco denunciati nove ragazzi «Motivi futili e omertà»

Enrico Lorenzo Tidona
Rissa all’Isolato S.Rocco denunciati nove ragazzi «Motivi futili e omertà»

C’è anche un minore: sotto la lente altre spedizioni punitive e l’irruzione al Chierici Sequestrati tuta e arma giocattolo. «Trenta i giovanissimi nei guai nel 2019»

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Nel suo armadio la polizia ha trovato un’inconfondibile tuta nera con inserti sgargianti uguale a quella indossata dal ragazzo immortalato da un video a cavalcioni su un coetaneo, mentre gli scarica una raffica di pugni davanti al bar dell’Isolato San Rocco. Il giovane, nonostante fosse alle strette vista l’identificazione, non ha però aperto bocca quando la polizia gli ha chiesto numi.

Una «assenza di collaborazione» mostrata anche da una parte dei suoi compagni di scorribande finiti nel mirino delle forze dell’ordine. In tutto si tratta di nove giovani – tra i quali un minorenne – incensurati e identificati quali protagonisti della violenta rissa con pugni, calci e sedie rotte, scatenatasi a fine dicembre scorso in centro città, davanti alla pista di pattinaggio, che ha destato molto clamore tra i reggiani e sugli organi di stampa anche nazionali sulla scia di un video che riprendeva il pestaggio.

Gli investigatori della Squadra Mobile, al termine delle indagini concluse anche con l’ausilio delle telecamere sparse per la città, hanno individuato e denunciato due ragazzi georgiani, un italiano, cinque egiziani e un albanese.

I RAID IN CITTà

A fare il punto della situazione è stato ieri mattina il questore uscente Antonio Sbordone, nell’incontro «fissato da tempo» a cui hanno partecipato i dirigenti della questura Guglielmo Battisti (Squadra Mobile), Carlo Maria Basile (Volanti) e Francesco Panetta (Divisione Anticrimine), oltre a Dino Giovannini, psicologo sociale e professore emerito all’università di Modena e Reggio Emilia, invitato dallo stesso questore per fornire elementi conoscitivi delle dinamiche in atto.

La rissa all’Isolato San Rocco è avvenuta per un movente «estremamente futile che ci lascia l’amaro in bocca», dice Battisti, probabilmente a causa di una birra ordinata da uno dei rivali sopravanzando un altro coetaneo. Durante le indagini è poi emerso che alcuni giorni prima della rissa, in via Dante, c’era stato un altro grave episodio che, per puro caso, non era sfociato in una violenta aggressione. Una spedizione punitiva da parte di quei giovani che si sono recati sempre in centro per un regolamento di conti: tutto inquadrato dalle telecamere.

Immagini riprodotte poi dalla polizia, che descrivono gli episodi violenti. Il secondo episodio vede l’arrivo in Piazzale Europa del gruppo di ragazzi, che vengono poi ripresi in via Filippo Re fino a via Dante, dove corrono contro altri ragazzi, salvo fermarsi all’ultimo perché hanno probabilmente mancato l’obiettivo. «Si vede un ragazzo in bici che gli fa cenno e loro scattano» dice Battisti: «Una rissa abortita, per fortuna, che sarebbe stata molto più grande di quella all’Isolato viste le persone coinvolte».

Inquadrati i due episodi, era stata avviata una specifica attività preventiva disposta dal questore, con personale in borghese e in divisa che aveva permesso, alcuni giorni dopo, di bloccare un giovane ragazzo italiano che si trovava all’Isolato San Rocco con una pistola giocattolo.

NEL MIRINO

Le indagini che riguardano le scorribande dei minori sono però all’ordine del giorno. Nel 2019 sono stati circa una trentina (in calo rispetto al 2018) i minori arrestati o denunciati per vari reati, tra cui otto finiti in manette per le cosiddette “rapinette”, chiamate così perché è scarso il valore economico dei beni sottratti con la forza. «Sui minori c’è massima attenzione» sottolinea Pennetta, «e non sono mancati gli ammonimenti», misure di prevenzione inserite con la legislazione sul cyber-bullismo, e che permette di ottenere gli effetti previsti prima solo per reati legati ad esempio allo stalking.

incursione A SCUOLA

A finire nel mirino degli investigatori c’è anche l’incursione avventa poco tempo fa al Chierici di via Filippo Re. «Il gruppo di ragazzi era entrato nell’istituto artistico urlando e venendo poi rincorso fino al parco del Popolo da alcuni professori, che poi non hanno voluto procedere» racconta Basile: «A casa di uno dei ragazzi abbiamo trovato anche la pistola giocattolo, identica a una Beretta. Ritrovamento che non prevede provvedimenti penali», dice il dirigente delle Volanti, ma che fa «riferimento a un modello culturale di riferimento tra questi ragazzi e sul quale bisogna indagare anche le ragioni», gli fa eco Battisti. —



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