Accusato dalla ex di maltrattamenti e violenza sessuale
«Mi picchiava e mi minacciava» spiega in aula l’ex moglie Ma per il difensore del 34enne nella testimonianza della donna vi sono molte contraddizioni
REGGIOLO. Un marocchino di 34 anni è sotto processo per una delicata vicenda che lo vede accusato di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali aggravate e violenza sessuali.
Per gli inquirenti – il pm è Maria Rita Pantani – pugni e calci (sferrati quasi ogni settimana, in qualche caso anche ai figli minorenni) e pretese di rapporti sessuali avevano come obiettivo la moglie 30enne con cui ha convissuto a Reggiolo. In udienza escono – ieri mattina – ben presto i capisaldi di questa storia familiare: sul finire del 2014 la donna presenta una denuncia (per abusi e soprusi subiti dal marito), a quel punto l’uomo se ne va dalla casa, lasciando le chiavi alla moglie, ma nel 2016 i due coniugi tornano insieme per cercare di rimettere in piedi il rapporto, fallendo a tal punto che arriverà poi il divorzio sancito in Marocco. Lei allora si trasferisce nel Mantovano con i figli e, vista la situazione, intervengono i servizi sociali con l’interessamento del tribunale minorile di Brescia (competente per territorio) che però conclude la procedura con un nulla di fatto visto che i due ragazzini sarebbero poi tornati in terra marocchina. In aula l’ex moglie – con l’aiuto di un interprete – ha deposto ieri. Non si è costituita parte civile, comunque conferma le accuse. Una testimonianza che il difensore Angelo Russo – parlando con i cronisti al termine dell’udienza – definisce contraddittoria in più punti. «Mi picchiava e mi minacciava. Mi diceva: se racconti qualcosa faccio un “trucco” e ti mando in Marocco», ha spiegato la donna davanti ai togati. Ma secondo la difesa i referti medici che comproverebbero le lesioni non combaciano con la dinamica dei fatti. Dubbi difensivi anche sul destino dei figli. La donna ha detto di non essersi mai allontanata dall’Italia, mentre l’imputato aveva saputo dalla sorella che si trovava in Francia. E il sospetto nutrito dall’uomo è che i figli non siano mai tornati in Marocco, seppur vi sia una sentenza di improcedibilità del tribunale minorile bresciano. Infine la 30enne ha risposto alla domanda specifica del pm Pantani sull’episodio della violenza sessuale che l’ex marito avrebbe preteso. «Non volevo quel rapporto», ha risposto l’ex moglie. Ma anche qui la difesa contesta le deposizioni in vari momenti: quando ha sporto denuncia, avrebbe spiegato che il marito aveva usato violenza. Mentre successivamente ai carabinieri di Suzzara avrebbe detto che aveva acconsentito al rapporto seppur controvoglia, precisando però che non avrebbe mai utilizzato la forza. Altra “tappa” del processo l’8 aprile. —
T.S.
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