Gazzetta di Reggio

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riunione in via gandhi 

Costa lascia la segreteria del Pd il partito cerca un traghettatore

Enrico Lorenzo Tidona
Costa lascia la segreteria del Pd il partito cerca un traghettatore

Scatta l’incompatibilità per il neo consigliere regionale, impossibile la deroga Due le ipotesi: subito al voto o si trova un sostituto in attesa del congresso

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Andrea Costa deve lasciare anzitempo la carica di segretario provinciale del Pd di Reggio Emilia. Fatto noto da tempo, ma martedì sera il neo consigliere regionale ha ribadito alla segreteria del partito che l’incompatibilità tra la nuova carica in Assemblea legislativa a Bologna e quella nella federazione a Reggio non permette deroghe. Ecco allora che il partitone si appresta già alle grandi manovre per capire a quale anima della sinistra andranno le redini della cabina di regia politica, che ha voce in capitolo sulle elezioni locali da qui fino alle prossime comunali nel capoluogo Reggio Emilia.

L’accelerazione fa entrare il confronto nel vivo. Dal primo marzo, infatti, diventa necessaria una soluzione perché da quella data il segretario, di fatto, non ci sarà più, dovendo dare le dimissioni per incompatibilità.

Il tutto avviene su uno sfondo politico complesso, a partire dal voto a maggio in comuni come Luzzara – di cui è sindaco uscente proprio Costa – e Canossa. Senza scordare partite non secondarie come la montagna – diventata un feudo della Lega – e soprattutto i conti in rosso del partito, della festa provinciale, con preoccupazioni per esponenti e dipendenti.

Il confronto in via Gandhi prevede per ora due ipotesi, come conferma lo stesso Costa: «L’incompatibilità si è detto che c’era fin dall’inizio. Ora bisogna capire se ci sarà un congresso o se verrà scelto qualcuno, come previsto dallo statuto, direttamente dall’attuale assemblea, quella eletta nel 2017 al mio secondo mandato. Ci troveremo a breve per verificare qual è il percorso più pratico».

A complicare le cose c’è anche la situazione del Pd a livello nazionale e soprattutto regionale. Da Roma il segretario Nicola Zingaretti ha già annunciato il “congresso per idee”, che però non avrà effetti diretti sulle traslazioni locali. Diversa la storia invece per il regionale, che deve rieleggere la segreteria e a cascata tutti gli altri organi locali, con effetti diretti sugli equilibri anche a Reggio.

A favore dell’ipotesi di un nuovo congresso immediato a Reggio si è espresso Maino Marchi, che ha introdotto l’incontro dell’altra sera. L’ex parlamentare ed ex sindaco di Correggio, ha spianato la strada a questa opzione perché legittimata dallo statuto e che vede tra i nomi in ipotesi – già spesi dietro le quinte nelle scorse settimane – quello di Ilenia Malavasi, lettiana sostenuta da Marchi stesso e da Emanuele Cavallaro, sindaco di Rubiera, altro lettiano che raccoglie a sua volta consensi per il dopo Costa.

C’è poi l’ipotesi di trovare un traghettatore, soluzione che non dispiacerebbe tra gli altri al sindaco di Scandiano Matteo Nasciuti e all’ex sindaco di Boretto Massimo Gazza. Soluzione vincolata però a un mandato preciso, che terminerebbe con la decadenza dell’attuale assemblea (nel 2021) o in attesa del congresso che potrebbe essere così celebrato ma con più calma, verso il prossimo autunno. Per trovare la quadra l’appuntamento in segreteria è stato aggiornato a una riunione con la compresenza dei sindaci capo-distretto.

L’intenzione è quella di giungere a un accordo tra le varie anime, ma che potrebbe già prefigurare una corsa a due tra Correggio e Scandiano, essendo anche Nasciuti tra i papabili segretari seppur in una situazione ancora alquanto fluida. —



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