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Rapina alla Tazza d’Oro, nuovo arresto

Rapina alla Tazza d’Oro, nuovo arresto

Uno dei banditi torna in carcere dopo la condanna definitiva a 3 anni e 8 mesi. Con un complice massacrò di botte il titolare

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sant’ilario. Dopo la condanna definitiva, sono scattate le manette per uno dei tre rapinatori che la notte dell’11 novembre 2017 aggredirono, per rapinarlo, il titolare del bar Tazza d’Oro in piazza della Repubblica. L’uomo, 26 anni, arrestato dai carabinieri di Savignano sul Panaro (Modena), deve scontare un definitivo pena di 3 anni e 8 mesi.

Fu una notte di sangue, quella di tre anni fa. Il titolare del bar, Raffaele Bertani, 38 anni, la vittima della rapina, massacrato di botte (gli spaccarono a pugni la mascella e l’orbita dell’occhio destro, procurandogli una ferita suturata con 27 punti), ebbe la forza di chiamare i carabinieri e le indagini partirono. Proprio dai filmati della videosorveglianza si arrivò all’identificazione dei rapinatori. Nei primi giorni di febbraio del 2017 finirono in manette Marcelo Sebastiano Cardozo, 20 anni, uruguaiano d’origine residente a Bibbiano, e il complice Mattia Palloni, 28 anni, nato in Valsamoggia, nel Bolognese, residente a Vignola (Modena). Coinvolta nelle indagini anche una ragazza, a quel tempo minorenne, “l’esca” della banda, usata per indurre Bertani ad aprire il negozio a un’ora così tarda.

La minorenne aveva detto di voler bere qualcosa ed era entrata assieme al titolare che aveva chiuso la porta a chiave dall’interno. Pochi secondi dopo, sentendo bussare, il barista aveva aperto, trovandosi di fronte due sconosciuti travisati che lo avevano gettato a terra e tramortito a suon di calci e pugni.

L’ultimo atto di un’indagine portata a conclusione, a quel tempo, a tambur battente è andato in scena un anno dopo: l’11 dicembre del 2018 in un aula del tribunale di Reggio Emilia, dove all’udienza preliminare davanti al giudice Cristina Beretti, venne condannato, con il rito abbreviato, a 5 anni e 4 mesi di reclusione e al pagamento alla parte civile di una provvisionale di 20.000 euro, Cardozo, assistito dall’avvocatessa Gisella Mesoraca. Palloni, che per la seconda volta non si era presentato in aula, venne rinviato a giudizio con il rito ordinario. A lui toccò, qualche mese dopo, comparire davanti ai giudici del tribunale: era il 13 febbraio dell’anno scorso e il processo finì con la condanna a quattro anni e 6 mesi, più il pagamento delle spese processuali e una provvisionale di 28 mila euro. Infine, nell’aprile successivo toccò a Greta Ferretti: venne condannata con il rito abbreviato a 2 anni e 4 mesi di reclusione. La ragazza ottenne la sospensione della pena, ma il gip Dario De Luca decise che, per evitare il carcere, doveva pagare cash (entro sei mesi dal passaggio in giudicato della sentenza) una provvisionale di 20mila euro alla parte civile, vale a dire il barista Raffaele Bertani, vittima dell’aggressione. —

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