Calano ancora gli iscritti nelle scuole reggiane
Presentato il nuovo Annuario pubblicato dalla Provincia e dall’Ufficio scolastico Per il quarto anno consecutivo registrata una diminuzione legata alla denatalità
La scuola, termometro sensibile delle dinamiche sociali, misura con spietata precisione la patologica denatalità che ormai neppure l’immigrazione riesce a compensare. Anche nel corrente anno scolastico, come nei tre anni precedenti, cala (dello 0,8%) il numero complessivo di alunni e studenti della nostra provincia, sceso a 81.247 unità. Lo certifica la 26esima edizione dell’Annuario scolastico pubblicato dalla Provincia e dall’Ufficio scolastico provinciale, il dettagliatissimo strumento informativo, unico nel suo genere in Italia, che fornisce un quadro esauriente della scuola reggiana.
LA PRESENTAZIONE
La pubblicazione, curata da Luciano Bonacini e Silvia Ballabeni, è stata presentata a Palazzo Allende da Giorgio Zanni e Ilenia Malavasi, presidente della Provincia e vicepresidente con delega all’Istruzione, dal dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Bruno Di Palma e dai curatori, alla presenza della dirigente Anna Campeol, di Nadia Castagnetti del Servizio Scuola della Provincia e di Luciano Rondanini, ex dirigente tecnico del Miur.
I DATI
La diminuzione più vistosa si registra nelle scuole dell’infanzia (meno 3,2%) in coincidenza con il centenario della nascita di Loris Malaguzzi, il creatore degli “asili più belli del mondo”. I bambini che le frequentano sono calati da 13.311 a 12.886. E sono diminuiti da 4.216 a 4.205 (meno 0,3%) anche quelli dei nidi. In questi casi può avere influito la crisi economica, ma il salasso è stato notevole (609 iscritti in meno, pari al 2,5%) anche alle elementari, che rispecchiano fedelmente l’andamento demografico essendo comprese nella fascia della frequenza scolastica obbligatoria. La crescita continua soltanto nelle scuole secondarie, che risentono ancora di anni in cui le nascite erano meno scarse.
Gli iscritti sono aumentati dell’1,5% alle medie inferiori e dello 0,9% alle superiori. La situazione è senz’altro positiva all'università, che però dipende da fattori diversi da quelli demografici. Nella sede reggiana Unimore non cessa il boom che ha fatto salire gli iscritti dai 5.616 di dieci anni fa ai 9.708 attuali.
La crescita coinvolge tutti i corsi di laurea tranne quelli del dipartimento di Scienze della vita, che sono stabili.
CARATTERISTICHE
L’Annuario dedica anche quest’anno largo spazio alle caratteristiche peculiari della scuola reggiana, che risponde alla domanda di istruzione proveniente da una società evoluta, industrializzata, tendenzialmente multietnica e sensibile ai bisogni dei cittadini svantaggiati. È un sistema inclusivo e accogliente, in particolare, nei confronti dei tanti immigrati e dei disabili. Gli alunni stranieri sono attualmente 11.282 e rappresentano il 17,3% della popolazione scolastica complessiva, una delle quote più elevate a livello nazionale. Nel 2013-2014 avevano raggiunto il picco del 18%, poi sono calati fino al 16,8%, ma quest'anno la curva ha ricominciato a salire. In gran parte sono i figli di coppie stabilmente inserite. Quelli nati in Italia, infatti, sono il 69,2%, una percentuale superiore di 3,7 punti alla media regionale e di 6,1 alla media nazionale. In quanto ai disabili, la nostra provincia vanta un'esperienza pionieristica nel loro inserimento. Attualmente sono il 4,1% del totale degli alunni e tendono sempre più a continuare gli studi nelle scuole superiori, dove la loro integrazione è più difficoltosa. —
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