«Chiedo scusa alla comunità ma lui ha colpito mio figlio»
Parla il genitore che ha picchiato il barista per il rimprovero al giovane «È un bravo ragazzo e non aveva fatto niente, io ho perso le staffe»
SANT'ILARIO. «Chiedo scusa a tutta la comunità di Sant’Ilario per il gesto». Così parla il genitore che nei giorni scorsi ha aggredito un barista del paese, dopo che quest’ultimo aveva rimproverato il figlio. L’uomo, 40 anni anche lui residente a Sant’Ilario, racconta la sua versione di quanto accaduto giovedì 13 febbraio. «Uscito da scuola, mio figlio, che ha 14 anni e non è un bullo, stava aspettando fuori dal bar il cugino, nel mentre stava mettendo a posto la sua bicicletta. Era da solo e non in compagnia di un gruppo – racconta – Il barista arrabbiato si è avvicinato chiedendogli: cosa hai fatto il martedì? Mio figlio, che è un bravo ragazzo, gli ha risposto che non sapeva nulla del martedì scorso e che stava aspettando suo cugino. Quando è arrivato, il barista li ha invitati ad allontanarsi tutti e due».
«I ragazzi si sono opposti perché non stavano facendo nulla di male e in pochi attimi sono stati spinti dal barista – questa è la versione del genitore – Mio figlio è stato spinto e preso per il collo, invece il cugino ha ricevuto un calcio». «Quando mio figlio mi ha chiamato, lavorando a Sant’Ilario, mi sono recato subito sul posto entrando nel bar chiedendo delle semplici spiegazioni. Al barista ho solo detto: tu sei grande, non puoi mettere le mani addosso a un bambino, non si può. Invece lui continuava spingermi e a mandarmi fuori dal locale perché c’erano tanti clienti dentro, parlandomi in dialetto. È stato un attimo, ho perso le staffe e gli ho dato due sberle pesanti». «Tutto è accaduto di fronte a sua moglie, che si è spaventata. Ed è proprio a lei che chiedo scusa, alla moglie – aggiunge – Non al barista, rimango della mia idea: lui non doveva toccare mio figlio, ho reagito cosi perché lui mi spingeva, è stato lui a cominciare toccando mio figlio».
Tutto lascia presagire che tra i due finirà tramite avvocati, con le due versioni dell’accaduto a scontrarsi. Intanto, però, l’episodio ha scosso la comunità di Sant’Ilario, con tanto di dibattito social. «Ho letto commenti pesanti nei miei confronti e mi dispiace molto, non vorrei passare per quello che non sono – spiega – Sono un padre di famiglia, un lavoratore onesto. Chiedo scusa alla comunità intera per come ho reagito, ma ho perso le staffe perché è stato lui toccare mio figlio».
Il barista per quanto accaduto si era fatto medicare al pronto soccorso dell’ospedale Franchini di Montecchio, da dove era stato dimesso con una prognosi di 15 giorni. Del caso si sono occupati anche i carabinieri. Per lui, la storia è andata in un altro modo: ha sì richiamato il ragazzino dicendogli di andare via, ma perché il gruppetto prendeva di mira un ragazzino più debole e per altre malefatte. Quando il ragazzino ha chiamato il padre e questo si è presentato nel locale chiedendo spiegazioni, il barista lo avrebbe pregato di uscire e per tutta risposta sarebbe stato aggredito. —
Daniela Aliu
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