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boretto, il processo 

Coltivava marijuana in casa condannato a 1 anno e 8 mesi

T.S.
Coltivava marijuana in casa condannato a 1 anno e 8 mesi

Il 39enne ha sempre sostenuto che quelle piantagioni di “maria” erano per il consumo personale La difesa: «Vuole disintossicarsi e cerca un lavoro da autista»

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BORETTO. La droga è il problema che gli ha portato solo guai giudiziari, come nell’ ottobre scorso quando dalla perquisizione in casa e in due capannoni (a Santa Croce di Boretto) era emerso che lì il 39enne Simone Zanini – originario di Viadana (Mantova) – coltivava, essiccava e preparava per la vendita quantitativi di tutto rispetto di marijuana. I militari ne avevano infatti sequestrata complessivamente quasi due chili.

Ieri l’autista – difeso dall’avvocatessa Mariarosa Valenti – ha affrontato il processo con rito abbreviato e, come promesso nella prima udienza, ha dimostrato di voler davvero uscire dalla tossicodipendenza, mostrando la documentazione che attesta come ora sia seguito dal Sert di Guastalla. Al termine il giudice Simone Medioli Devoto ha condannato Zanini ad un anno e otto mesi di reclusione, mentre il magistrato giudicante non ha ancora deciso sulla richiesta difensiva di sospendere l’obbligo di firma (tre volte la settimana) a cui il 39enne è sottoposto, il che non gli permette di trovare lavoro. «Zanini si sta curando per uscire dal tunnel della droga – spiega l’avvocatessa Valenti – e cerca un lavoro, ma alcune offerte ricevute sono saltate perché l’obbligo di firma non gli permette d’accettare. Il mio assistito non è comunque uno spacciatore, coltivava la marijuana per sè, era ricaduto nel consumo di stupefacenti perché travolto dal dolore per la morte del padre». È la terza volta che il 39enne finisce nei guai. Il primo arresto è del 2008, quando finì in manette assieme al padre – nell’ambito di un’operazione più vasta dei carabinieri di Viadana – perché in casa vennero scoperte 25 piante di marijuana e 27 grammi di hascisc. La seconda nel 2010 quando, dopo aver forzato un posto di blocco, nella sua casa i carabinieri trovarono un’altra trentina di piante di “fumo”. Quest’ultima operazione è stata condotta dai carabinieri di Boretto assieme agli agenti della polizia locale e un’unità cinofila della polizia provinciale di Reggio Emilia, sulla scia di un controllo amministrativo poi sfociato in tutt’altro. —

T.S.

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