«Coronavirus, questo incubo è finito Possiamo tornare dalle nostre famiglie»
I tecnici emiliani rientrano a casa scortati dalla Iena Viviani dopo oltre 20 giorni “reclusi” fra la Cina e la quarantena
«Il nostro incubo è terminato: il ministro della Salute, Roberto Speranza, ci ha consegnato il certificato che conferma che siamo sani e abbiamo lanciato mascherina e guanti al cielo. Non potevamo più resistere da “reclusi” in quarantena ed è stato un gesto liberatorio».
Il casalgrandese Paolo Ghiddi e Luciano Catti, di Castellarano, insieme ai modenesi Michel Talignani, Giuseppe Notaristefano e Fabio Carino sono finalmente liberi: il periodo di quarantena è finito e nel tardo pomeriggio di ieri i cinque tecnici hanno lasciato la Cecchignola di Roma, dov’erano arrivati da Wuhan, Cina.
A dare la buona notizia a Cecchignola c’era, oltre a Speranza, anche il ministro della Difesa Lorenzo Guerini. «È stata davvero la fine di un incubo: siamo tutti e cinque al settimo cielo e ora, finalmente si torna alla vita normale – hanno detto i “liberati” –. Ed è già stato bellissimo, sulla via del ritorno, assaporare la libertà dalla maschera. Abbiamo fatto il tampone ieri mattina presto, ma l’esito è stato reso noto a tutti e 55 nel pomeriggio».
I cinque non hanno avuto nemmeno il tempo di mettere piede fuori dal quartier generale dell’Esercito allestito per l’emergenza che sono stati travolti dai cronisti. La sopresa è stata trovare ad attenderli anche Matteo Viviani, delle Iene: è stato lui ad accompagnarli a casa a bordo del van noleggiato per confezionare la trasmissione televisiva incentrata su di loro da Mediaset, che andrà in onda la prossima settimana.
«Ma dalla Cecchignola al van il passo è stato breve – continua per tutti Talignani – Appena messo piede fuori dal cancello c’erano tantissimi giornalisti ad attenderci: dalla confusione non ricordo nemmeno le domande che ci hanno rivolto. Abbiamo avuto poco tempo per rispondere perché siamo stati quasi letteralmente “caricati” nel van delle Iene, guidato da Viviani, chaffeur d’eccezione». Il van è partito per accompagnare tutti e cinque direttamente al domicilio. Non senza aver fatto una meritata pausa per la cena. La prima fuori dall’isolamento.
«Abbiamo fatto un pit stop appena fuori dall’autostrada, in un ristorante vicino al casello, a Magliano Sabina», raccontano. Tutti e cinque i tecnici esprimono felicità per la fine del periodo di isolamento. Il loro appello, oltre a quello di non essere considerati discriminati, consiste questa volta nell’esprimere vicinanza alla comunità cinese. «Hanno tutta la nostra solidarietà, vista la situazione alla quale sono stati sottoposti – affermano –. Ci auguriamo che possa cessare prima possibile il trattamento feroce nei loro confronti. E che domani mattina qualcuno di loro possa essere presente per brindare tutti insieme al nostro ritorno».
E a proposito di auguri, non è mancato quello rivolto dai cinque tecnici al ricercatore luzzarese, il primo italiano contagiato dal virus, ancora ricoverato allo Spallanzani. Le notizie sono buone. Il 29enne sta molto meglio. L’ospedale potrebbe decidere di ridurre il suo livello di isolamento nei prossimi giorni. —
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