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Elogio dell'aria fritta, la risposta del direttore della Gazzetta all'assessora Rabitti

Stefano Scansani
Elogio dell'aria fritta, la risposta del direttore della Gazzetta all'assessora Rabitti

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REGGIO EMILIA. E noi che credevamo che l’assessora alla Cultura rispondesse punto per punto all’editoriale di domenica 9 febbraio “A Reggio Emilia il Purgatorio piace”. Che replicasse a tutti coloro che l’hanno criticata, sollecitata... Niente. L’assessora procede col suo soliloquio che neanche conosce variazioni sul tema e a noi pare un Elogio dell’aria fritta.

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Ci fa piacere avere comunque elargito ad Annalisa Rabitti un ettaro di giornale di oggi. Perché così conferma ogni nostro timore del vuoto cosmico. Perché è la riprova di quanta fuffa Reggio Emilia rischia di ingerire. Perché l’assessora fa molta demagogica confusione tra Cultura, diritti, turismo, barriere architettoniche, disabilità, tempo libero, passeggiata, concerto, emarginazione, hobbismo e inclusione.

La sua predicazione “Creare dissenso creativo contro il rischio di omologazione e come necessità di una frizione che sia confronto, integrazione, dialogo” è una maniera sessantottesca di riempire il vacuo sacchetto dei programmi con l’aria compressa. Credo che il sindaco si debba far seriamente carico di tanta dottrina, che trova riscontro nella canzone di Mina, “Parole, parole, parole, parole parole soltanto parole, parole tra noi”.

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